Rientrato l’allarme per la “piena lampo” del torrente Enza
Il corso d’acqua è stato controllato dalla Protezione civile da Vetto fino alla foce. Riaperto il ponte di Sorbolo Levante
MONTECCHIO. E’ passata anche questa volta, senza provocare danni, la piena del torrente Enza che, nella giornata di lunedì aveva fatto scattare lo stato di allerta in tutti i comuni attraversati dal corso d’acqua che, nel giro di poche ore, era passato da uno stato di assoluta “quiescenza”ad una piena improvvisa.
Da lunedì mattina, infatti, il corso d’acqua era rapidamente cresciuto di livello a causa delle piogge che erano cadute sabato e domenica in particolare sul versante parmense, che hanno provocato la piena improvvisa e il personale della Protezione civile regionale e dei gruppi comunali si erano subito allertati per tenere sotto controllo il livello del torrente che già nel tardo pomeriggio aveva raggiunto il livello di attenzione sia a Canossa che verso la foce, a Sorbolo Levante, in comune di Brescello.
In particolare, alla “traversa” di Cerezzola, il livello dell’Enza era ormai al limite di attenzione, con l’acqua che ormai lambiva il muro che costeggia l’ex statale 513 che porta verso Vetto. Impressionante a vedersi la grande massa d’acqua che saltava vorticosa sulla traversa di Cerezzola e poi su quella poco dopo il ponte di San Polo, trascinando con sè anche rami e tronchi raccolti lungo il percorso, con il rischio che andassero a bloccare le arcate dei ponti a valle, cioè a Montecchio e a Sant’Ilario.
Ma la preoccupazione dei tecnici della Protezione civile, della Provincia e anche della Polizia stradale, in questi frangenti, è rivolta soprattuto al ponte sull’Enza di Sorbolo, al confine tra le province di Parma e di Raggio, che, a causa della sua vetustà - anche se è stato restaurato in anni recenti – è sensibilmente più basso degli stessi argini del torrente che, invece, sono stati rialzati dopo le piene storiche del Po del 1994 e del 2000.
Il vecchio ponte, risalente forse all’epoca napolenica anche se ricostruiti nel dopoguerra, rappresenta una specie di “imbuto” per le piene periodiche ma abbastanza frequenti del torrente Enza, sia per il profilo basso che per l’angusto passaggio tra i due argini, tanto che il pericolo è costituito non solo dall’acqua che, dalla quota di +10,40 praticamente “sbatte” contro il ponte stesso, ma anche dal rusco che si ferma sotto il ponte, ostruendo anche le arcate e quindi provocando una forte e pericolosa pressione contro il manufatto.
Per questo, anche lunedì sera, quando il livello dell’Enza ha toccato i +10 metri, la Protezione Civile e la Provincia hanno disposto la chiusura del ponte stesso, in via precauzionale, dalle 21 fino alle 4 di ieri mattina quando, finalmente, il livello del corso d’acqua ha cominciato a scendere. Il ponte di Sorbolo, comunque, resta una spina nel fianco per quel che riguarda la difesa del territorio dal pericolo delle piene.
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