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Abusi su un 15enne dall’allenatore di basket, si cercano tracce

jacopo della porta
Abusi su un 15enne dall’allenatore di basket, si cercano tracce

Reggio Emilia: il pm Pantani chiede di analizzare un tappetino che l’indagato aveva chiesto alla moglie di lavare

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REGGIO EMILIA. Avrebbe chiesto alla moglie di lavare bene un tappetino che era nella sua abitazione, dove secondo le accuse si sarebbe intrattenuto con un ragazzo di 15 anni compiendo atti pedofili. Ora il pm Maria Rita Pantani chiede che vengano effettuate delle analisi su quel reperto e su altro materiale sequestrato a casa dell’allenatore di basket la scorsa primavera.

Il tappetino e un rotolo di scottex venne sequestrato dagli inquirenti dopo che l’allenatore, una volta scarcerato e messo in un domicilio differente da quello abituale, sarebbe stato intercettato mentre parlava con la moglie.

La prossima settimana verranno conferiti gli incarichi ai consulenti che dovranno occuparsi delle analisi per trovare eventuali tracce biologiche. Secondo le accuse l'allenatore 45enne, accusato di aver compiuto abusi in tre circostanze, avrebbe mostrato dei film pornografici al ragazzo nella sua abitazione, dove il giovane si recava a fare i compiti.

In tribunale si è svoltodi fronte al gip Antonella Pini Bentivoglio, un incidente probatorio, nel corso del quale gli specialisti nominati dalle parti si sono espressi sull'attendibilità del ragazzo, tutelato dall’avvocato Helmut Bartolini, che era stato ascoltato in una precedente udienza in forma protetta.

Il perito del gip, Beatrice Cassani, e i consulenti del pm Rita Rossi e della parte civile Luisa Masina hanno detto che il 15enne è attendibile. Di parere diverso lo psichiatra Cesare Piccinini, nominato dall'indagato, che è difeso dall'avvocato Alessandro Nizzoli, secondo il quale nel racconto del minorenne ci sarebbero delle discrepanze.

Nel corso di questo incidente probatorio è poi arrivata la richiesta del pm di svolgere ulteriori accertamenti sui reperti sequestrati nel maggio scorso. Tutte le risultanze che stanno emergendo da queste udienze finiranno in un eventuale processo come fonti di prova, naturalmente nel caso il gup ritenga che l'allenatore debba essere processato e non prosciolto.

L’indagato, arrestato lo scorso aprile, è stato per 22 giorni in carcere, poi a maggiop ha ottenuto gli arresti domiciliari grazie a un ricorso al Tribunale del Riesame. Secondo le indagini della polizia - titolare dell'inchiesta il sostituto procuratore Maria Rita Pantani - sono tre gli episodi sotto accusa, nell'arco di 4 mesi.

L'uomo, dalla sua, ha sempre negato ogni addebito. Aveva raccontato che la madre del giovane gli aveva chiesto di stare vicino al figlio in difficoltà a scuola ma anche in palestra. Ma poi il rapporto sarebbe degenerato per ragioni di gelosia e vendetta.

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