Gazzetta di Reggio

Reggio

Destra in piazza, l’Anpi scarica Aq16

di Luciano Salsi
Destra in piazza, l’Anpi scarica Aq16

Manifestazioni ad alta tensione, compreso un banchetto della Lega. I partigiani: «Non ci fidiamo del centro sociale»

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REGGIO EMILIA. Quattro manifestazioni in quattro piazza diverse. Tutte nello stesso momento. La tensione sale alle stelle. Ma il fronte degli oppositori alla manifestazione della destra in piazza si incrina, con l’Anpi che prende le distanze dai militanti del centro sociale Aq16, protagonisti di una loro contro-manifestazione al fianco di Sel. Si preannuncia, in ogni caso, un’atmosfera d’altri tempi, riportando le lancette al periodo storico in cui Reggio era teatro di aspri scontri politici all’insegna del fascismo e dell'antifascismo. Il tono retrò lo aveva imposto la destra, rivangando il dopoguerra nel chiedere di manifestare “La libertà e l’orgoglio della Destra reggiana contro 70 anni di potere della Sinistra”. Subito un coro di proteste, a partire dal sindaco, Luca Vecchi.

Destra e sinistra si fronteggeranno però a distanza in ordine sparso, secondo le disposizioni ufficializzate dal questore, Isabella Fusiello, che ha assegnato piazza Martiri del 7 Luglio alla destra, piazza Fontanesi alla Lega, piazza Prampolini a Anpi e Pd e il percorso via Roma-via Emilia-piazza Gioberti a Aq16. Tutti i fronti scenderanno in campo separatamente.

«L’Anpi – spiega il portavoce Antonio Zambonelli – non si fida dei giovani di Aq16. In passato il nostro presidente Giacomo Notari li aveva aiutati a trovare la nuova sede. Loro, però, hanno sabotato diverse nostre manifestazioni con atti incivili, fino a provocare scontri con la polizia due anni fa, in occasione del 25 Aprile. Nulla vieta, peraltro, che al termine del loro corteo vengano in piazza con noi ad ascoltare pacificamente gli interventi. Probabilmente parleranno il sindaco, il presidente della Provincia, Notari e il sottoscritto. Quanto alla manifestazione della destra, avevamo chiesto invano di spostarla nell’area dei giardini pubblici, lontano dal monumento e dal sacrario della Resistenza».

Sull’altro versante, la Lega Nord sdrammatizza la propria separatezza rispetto ai vecchi dirigenti del Movimento sociale e di Alleanza nazionale: «La nostra – dice Gianluca Vinci, capogruppo in sala Tricolore – non è una dimostrazione politica. Avevamo già programmato dieci giorni fa di mettere un banchetto in piazza del Monte per il tesseramento, come faremo contemporaneamente nel resto della regione. Il Questore ci ha imposto di spostarci in piazza Fontanesi. Saremo una decina, perchè molti di noi saranno impegnati in altri comuni della provincia. In ogni caso ci pare assurda la contrapposizione fra destra e sinistra, che continuano a rapportarsi a temi di 70 anni fa. Noi ci riferiamo ai temi di oggi con militanti che vengono sia dalla destra sia dalla sinistra». Intanto la destra rassicura: «Manifesteremo con striscioni, volantini e musica, senza camicie nere o gagliardetti. Ognuno vi parteciperà a titolo personale».

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