Gazzetta di Reggio

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«L’impianto di Gavassa è inutile»

di Vittorio Ariosi
«L’impianto di Gavassa è inutile»

Novellara, perplessità di Sabar dove si fa già il trattamento meccanico dei rifiuti

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NOVELLARA. L'inaspettata, a Novellara, disposizione del piano regionale dei rifiuti, appena approvato, riguardante la realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento meccanico dei rifiuti a Gavassa, fa molto discutere nel paese al centro della Bassa e negli altri comuni soci della Sabar, l’azienda servizi Bassa Reggiana che da olte 30 anni gestisce la raccolta dei rifiuti e lo smaltimento della raccolta differenziata negli otto Comuni della Bassa.

L’impressione è però che ci sia sì molta preoccupazione, ma anche una certa incredulità, sul fatto che davvero si possa decidere di investire milioni di euro per realizzare un nuovo impianto per il trattamento meccanico dei rifiuti nella nostra provincia quando ne esiste già uno, perfettamente funzionante, da quattro anni, dimensionato in modo da poter sopperire totalmente in questo ambito anche all’intero fabbisogno provinciale.

L’impianto per il trattamento meccanico della carta e della plastica, infatti, è stato realizzato dalla Sabar (la società servizi ambientali degli otto Comuni della Bassa), perché a suo tempo previsto dal piano d’ambito provinciale, e inaugurato nel 2012, in via Levata, dove già esistevano le infrastrutture e le condizioni ottimali per un impianto del genere.

L’impianto fu realizzato con una spesa di 2 milioni di euro e un contributo del 40% a fondo perduto da parte della Regione Emilia Romagna. Si tratta di un trattamento reso necessario dal fatto che ancora oggi, nei cassonetti per la raccolta differenziata della carta e della plastica, ci sono cittadini che buttano di tutto; e le cartiere, che riciclano la carta, non accettano materiale con più dell’1% di impurità; la stessa cosa vale per la plastica. In pratica, il materiale proveniente dai cassonetti viene mondato dalle impurità e confezionato in balle pressate di circa una tonnellata, avviate poi alle cartiere.

Attualmente l'impianto di via Levata tratta circa 20mila tonnellate di materiale all'anno, ma è dimensionato in modo che, raddoppiando i turni di lavoro, può trattarne più del doppio. In grado così di coprire il fabbisogno provinciale senza ulteriori investimenti, semplicemente raddoppiando i pochi addetti al funzionamento dell’impianto. La decisione di realizzare un impianto simile a Gazzata, quindi, appare incogrua e dannosa anche per la stessa struttura della Bassa, in quanto resterebbe comunque “sottoutilizzata” e quindi, con un conseguente danno sia per la Sabar che la gestisce sia per l’eventuale costo per la costruzione di un “doppione” che potrebbe funzionare solo nella prospettiva di un conferimento di rifiuti da trattare anche dalle altre province. Nei prossimi giorni, comunque, i dirigenti Sabar e la sindaca di Novellara, Elena Carletti, incontreranno i vertici della Provincia.

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