Scoperto un laboratorio tessile “fantasma” gestito da cinesi
Novellara: il maglificio è stato ricavato in un appartamento ma nessuno ne era al corrente. La polizia municipale della Bassa reggiana rileva gravi irregolarità anche in una seconda azienda, sempre gestita da un cinese
NOVELLARA. Altri due laboratori tessili cinesi non a norma. E’ la scoperta portata a galla dalla polizia municipale Bassa reggiana, insieme all’Ausl di Correggio – Servizio prevenzione infortuni sul lavoro e Servizio igiene pubblica – che fa ammontare a otto, in totale, gli opifici ai quali è stata interdetta l’attività negli ultimi mesi dagli agenti del Corpo.
Entrambi i laboratori si trovano in strada San Giovanni a Novellara, all’interno di una casa colonica di proprietà di un novellarese affittata a cittadini di nazionalità cinese. Nel primo laboratorio, regolarmente costituito, sono state individuate una serie di mancanze che rischiavano di mettere seriamente in pericolo l’incolumità dei lavoratori: la parte superiore di un’ex stalla era stata adibita a uso abitativo con stanze ricavate mediante la suddivisione dei locali con pareti in cartongesso, la caldaia del gas a metano per il riscaldamento era collocata in una stanza da letto, con grave pericolo per gli occupanti e gli ambienti sia a piano terra che al primo piano versavano in condizioni igieniche pessime.
Il laboratorio (dove erano presenti 15 macchinari per la lavorazione dei tessuti) era inoltre privo di riscaldamento e versava in precarie condizioni di sicurezza. In particolare, manca l’uscita di sicurezza e l’impianto elettrico non risulta a norma.
Non diversa la situazione riscontrata nel secondo laboratorio, ricavato all’interno di un appartamento privato, dove erano state collocate sette postazioni di lavoro.
Anche in questo caso le misure di sicurezza non sono state adeguatamente rispettate, ma soprattutto l’attività risultava essere insediata abusivamente e la sua collocazione era sconosciuta agli uffici di Novellara.
A rendere più gravosa la posizione del proprietario, anche lui cinese, l’individuazione all’interno della struttura di due persone (un uomo e una donna) clandestinamente presenti sul territorio nazionale.
Nei loro confronti sono stati attuati i provvedimenti previsti dalla normativa sulla immigrazione ed entrambi sono stati sottoposti ai rilievi foto-dattiloscopici e quindi, attraverso le funzioni esercitate dalla questura di Reggio, espulsi dal territorio nazionale.
Nel contempo i tecnici dell’Ausl hanno provveduto all’applicazione delle sanzioni di competenza. Gli agenti di polizia municipale procederanno infine con la contestazione degli illeciti di natura edilizia e amministrativa.
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