«Giusti i 30 anni, niente sconti all’assassino di Rachida»
BRESCELLO. «Come legale delle due bambine di Rachida Rida sono soddisfatta del fatto che la Corte d’assise d’appello abbia confermato la condanna a 30 anni al marito Mohamed El Yanai». L’avvocato...
BRESCELLO. «Come legale delle due bambine di Rachida Rida sono soddisfatta del fatto che la Corte d’assise d’appello abbia confermato la condanna a 30 anni al marito Mohamed El Yanai». L’avvocato Valeria Miari commenta così la decisione della Corte che ha emesso nuovamente un giudizio di secondo grado, dopo che la Cassazione aveva ritenuto non sufficientemente argomentata l’aggravante della crudeltà. «Al momento del delitto c’era la figlia di 4 anni che ha visto la madre morta – prosegue l’avvocato – e l’ha anche abbracciata, come dimostra il fatto che avesse i vestiti sporchi di sangue. Tra l’altro è emerso che il marito le ha inferto dei colpi quando era già inerme a terra».
La possibilità di uno sconto di pena era temuta dalle parti civili, i genitori della vittima, assistiti dall’avvocato Federica Bassissi, e il Comune di Brescello, tutelato dalla stessa Miari che si occupa anche delle due minorenni che sono state date in affidamento.
«Siamo soddisfatte della sentenza – dice Valeria Miari – per quanto in questa vicenda si possa essere soddisfatti. E’ stata fatta giustizia per Rachida e riconosciuto che la sentenza di primo grado era corretta».
L’avvocato dell’uxoricida, Noris Bucchi, ha comunque annunciato ricorso in Cassazione, per dimostrare che il suo assistito non sapeva che in casa ci fosse la figlia di 4 anni.
Il delitto era avvenuto nel novembre 2011 a Sorbolo a Levante. Secondo quanto ricostruito l’uomo non accettava che la donna volesse lasciarlo, convertirsi al Cristianesimo e vivesse all’occidentale. In poche parole non accettava che lei fosse una persona libera.
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