Lega: Lusetti prosciolto pronto a battere cassa
Archiviata la vicenda giudiziaria che coinvolse l’ex esponente del Carroccio Era stato estromesso dal partito e dall’Enci: «Ora chiederò i risarcimenti»
REGGIO EMILIA. «Sono stato prosciolto da tutte le accuse e ora chiederò i risarcimenti ad enti e persone fisiche per i danni che ho subito». Marco Lusetti nel 2010 era commissario ad acta dell’Enci (Ente nazionale della cinofilia italiana) nominato dal ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, dirigente della Lega e vicesindaco a Guastalla. Poi finì nella bufera per l’esposto del presidente Enci, Francesco Balducci, che contestò 62 delibere con le quali il guastallese voleva affidare consulenze esterne, tra l’altro a due assessori della sua giunta. Le cifre delle consulenze erano rilevanti e il presidente accusò il commissario di voler depredare le casse dell’ente. «A seguito di quelle contestazioni – dice Lusetti – sono stato licenziato dalla Lega Nord federale, di cui ero dipendente, estromesso da vicesindaco e da commissario Enci». Il 20 novembre il pm di Milano, Grazia Colacicco, ha chiesto per la seconda volta l’archiviazione, l’Enci non ha presentato opposizione e recentemente il gup ha prosciolto Lusetti. Il sostituto procuratore ha scritto di non aver ravvisato «nessun elemento di fondatezza riguardo ai reati ipotizzati, sia sotto il profilo oggettivo che soggettivo, né emergono nuove ipotesi di reato. Viene ritenuta l’infondatezza della notizia di reato in quanto gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non appaiono idonei a sostenere l'accusa in giudizio». Le ipotesi di reato erano tentata truffa e abuso d’atti d’ufficio. L’avvocato Erica Romani, da cinque anni al fianco di Lusetti, conferma che ora valuterà le richieste di risarcimento nei confronti dell’Enci e della Lega, che licenziò il suo assistito per giusta causa, per una serie di ragioni, tra cui la vicenda dell’ente.
L’ex vicesindaco dopo aver perso tutti i suoi incarichi non si è perso d’animo. «Mi sono laureato in Comunicazione istituzionale e politica all’Università di Reggio e ora faccio il consulente per aziende che vogliono intercettare finanziamenti europei diretti. Un’attività di lobby tra Bruxelles e l’Italia». Lusetti ritiene di essere rimasto vittima della guerra fratricida che allora dilaniava la Lega. «C’erano due fazioni e io sono rimasto coinvolto in questo scontro». Uno scontro nel quale si è trovato dalla parte opposta del suo ex mentore, Angelo Alessandri.
La vicenda Enci aveva destato molto clamore. «Zaia mi aveva nominato per risolvere i problemi della gestione dell’ente, e in quel ruolo proposi professionisti qualificati di mia fiducia esterni all’Enci per affiancarmi nell’attività di commissariamento». Furono quegli incarichi affidati la pietra della scandalo. In sostanza, per i denuncianti Lusetti non doveva affidare incarichi a persone di fiducia esterne all’Enci, considerati “doppioni” rispetto a professionalità interne. «Peccato che proprio per far luce su tutta la gestione dell’ente e quindi su funzionari e dirigenti - ricostruiscono l’avvocato e Lusetti - l’ex leghista reggiano era stato nominato Commissario: si sarebbe configurato un palese conflitto di interessi incaricare dipendenti interni di far luce sulla loro stessa attività». La parentesi politica nella Lega è ormai un lontano ricordo. «Sono soddisfatto e mi sento sollevato – conclude Marco Lusetti dopo la sentenza che lo assolve – anche se sapevo come sarebbero andate le cose perché ho sempre avuto fiducia nella magistratura. Ora posso pubblicamente dire, senza più ombra di dubbio, che mentre ero commissario Enci ho agito correttamente. Non potevo certo incaricare persone interne che avevano portato al commissariamento».
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