«Non c’è spazio, stiamo riesumando gli estinti»
Una lettrice denuncia: «Il Comune ha un modo orribile per comunicare questa decisione»
REGGIO EMILIA. «Visitando il cimitero di Pieve Modolena ho avuto una dolorosa sorpresa: nei primi mesi di quest’anno, la salma del mio adorato papà verrà riesumata. Il suo nome è stato indicato in un elenco, insieme ad altri, compreso in un laconico avviso dattiloscritto, comparso su un piccolo foglio senza firma, che invitava a prendere contatti con l’Ufficio di polizia mortuaria del Comune. Non c’era un modo diverso, meno crudo, per trasmettermi questo triste annuncio?». È la segnalazione di una nostra lettrice, Silvia Manghi, che si dice preoccupata anche del fatto che c’è il rischio concreto che il suo carissimo defunto non trovi più ospitalità nel cimitero nel quale ha riposato fino ad ora. «Nessuno ha pensato che dietro a quelle aride parole ci sono anche sentimenti, sensibilità, dolore…?».
«Ricorriamo a questa procedura – spiega il responsabile dell’Ufficio anagrafe del Comune, Alberto Bevilacqua, al quale abbiamo girato il quesito - perché ci consente di raggiungere tutti gli eredi o i parenti dei defunti. Di alcuni di loro, molte volte non conosciamo il recapito. È una operazione che affrontiamo sempre molto tempo dopo la tumulazione, almeno una decina d’anni, a volte anche 15-18». «Il problema – prosegue il dirigente – si pone solo per le tumulazioni in terra e non si presenta per chi ha una tomba di famiglia o un “forno” di proprietà. I corpi che giacciono nel terreno sono più velocemente soggetti alla decomposizione e ciò accade in particolare là dove la cassa con il defunto è stata adagiata in una terra che contiene rocce friabili o sostanze degradabili».
Secondo Bevilacqua, «cresce la popolazione e così i decessi per cui ci troviamo costretti a recuperare nuovi spazi. Questo non avviene però in modo uniforme su tutto il territorio. I cimiteri attivi nel Comune capoluogo sono 27 ed è su questi che abituamente interveniamo a rotazione. In questo momento, ad esempio, non ci sono posti disponibili a Pieve Modolena così come a Cavazzoli». E se nessuno si attiva e vi contatta? «In tal caso siamo costretti a recuperare le ossa che restano e andare a deporle, con una targhetta identificativa del nome del defunto, nell’ossario generale». (l.v.)
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