Novellara piange la violinista Elisa Pegreffi
Dal novembre 2003 era cittadina onoraria del paese, dove si rifugiò da parenti fra il 1942 e il 1945
NOVELLARA. A Novellara la morte di Elisa Pegreffi, a 94 anni nella casa di riposo per musicisti “Giuseppe Verdi” di Milano, ha suscitato tristezza e ricordi. C’è ancora qualcuno che si ricorda di lei a Novellara negli anni della guerra, nel pieno dei suoi esuberanti vent’anni; fra il 1942 il 1945 ha abitato in via Mazzerini, sfollata presso una famiglia di parenti nel paese della Bassa nel quale suo padre aveva vissuto per più di vent’anni. In tanti invece si ricordano di lei perché nel novembre 2003 l’allora sindaco Sergio Calzari, con Marco Ruini assessore alla Cultura, ha conferito alla famosa violinista, già 81enne, la cittadinanza onoraria di Novellara.
Aveva conosciuto il violinista reggiano Paolo Borciani, che diventerà poi anche suo marito, al concorso nazionale della Spezia del 1939; dove si classificarono rispettivamente primo e seconda nella classe di violino. Progettarono un quartetto, con Lionello Forzati (viola) e Franco Rossi (violoncello); ma gli eventi bellici precipitarono e il loro tentativo non poté decollare. Elisa si rifugiò a Novellara. L’8 settembre del 1943 Borciani era militare; decise di entrare nella Resistenza e si unì alla brigata Santa Barbara, apprezzato da Giuseppe Dossetti, che poi lo nominò segretario provinciale del Cln. Dopo la Liberazione Paolo ed Elisa ripresero l’idea del quartetto, recuperando Rossi e Forzati, che erano entrati a far parte dell’orchestra della Fenice di Venezia.
Per guadagnare qualche soldo formarono un’orchestra di una trentina di elementi che, spostandosi su autocarri militari scoperti, suonarono un po’ in tutta la provincia, con programmi molto vari; con in chiusura “Il bel Danubio blu”, spesso riproposto come bis.
Il debutto del “Quartetto Italiano” fu nel castello di Carpi; nel dicembre del 1945 debuttarono a Milano. Sostituito Forzati con Piero Farulli, per il Quartetto Italiano iniziò una lunghissima stagione di esibizioni e di successi in tutto il mondo. Durante 35 anni, con una media di 85 concerti l’anno, l’ensemble entrò nella leggenda. Nel 1977 la Nasa lanciò oltre il sistema solare la navicella Voyager con a bordo incise una ventina di musiche da tutto il mondo; fra queste anche la Cavatina dell’op. 130 di Beethoven nell’esecuzione del Quartetto Italiano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
