«Se ti trovi nella società, non preoccuparti»
Quote e teste di legno: nelle intercettazioni tra Giglio e il padre Francesco le tracce dei “movimenti”
REGGIO EMILIA. Soggetti «intranei». Così sono definiti nelle carte Giuseppe Giglio e i fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli. Il gip Alberto Ziroldi cita lungamente brani della domanda di custodia arrivata dalla procura antimafia. Per gli investigatori, i tre sono «intranei non alla consorteria di Cutro, capeggiata dal boss Grande Aracri Nicolino, ma piuttosto alla struttura ’ndranghetista egemone in Emilia ed avente una connotazione imprenditoriale volta alla progressiva infiltrazione ed acquisizione dei mercati locali (e non solo) mediante sistematica violazione delle regole della libera concorrenza, mediate la commissione di reati di varia tipologia, mediante la forza di intimidazione promanante dalla consorteria».
E’ in questo quadro di lettura, ancora secondo gli investigatori dunque, che si devono leggere i ripetuti passaggi di quote societarie che coinvolgono gli indagati (tutti e 12) e le società da ieri poste sotto sequestro: si tratta dell’Agro-Turist Giglio Snc di Crotone e de La Giglio Società Agricola a r.l., di Tmc Srl, di Cts Srl, di Service Srl, Sime Srl tutte collocate tra il Crotonese, Bassano del Grappa (Vicenza) e Sant’Ambrogio Valpolicella (Verona).
Le modifiche alla titolarità delle quote societarie sono molto frequenti. Come nel caso dell’agriturismo dei Giglio.
E’ Giuseppe Giglio, in un alcune intercettazioni con il padre Francesco, a dire: «Se ogni tanto vi trovate dentro alla società o vi trovate fuori... tu non devi preoccuparti!... Non ti preoccupare, di niente!». Spiengando quei movimento con: «Tu non puoi sapere quello che succede! Tu sei dentro una snc... eh... ti viene la Guardia di finanza e vi fa a sedici vi fa!». Altri passaggi avvengono senza che quelli che sono considerati i prestanome ne siano a conoscenza in tempo reale.
I trasferimenti sono stati fatti in favore dei parenti. Per il gip «non appare dubbia la più che concreta probabilità che Giglio Giuseppe potesse essere sottoposto a procedimento di prevenzione sia personale che reale e che, quindi tale evenienza sia stata all’origine del complesso di interposizioni fittizie sistematicamente attuato a partire dalla fine della prima decade del secolo».
Una consapevolezza che gli investigatori fanno corrispondere con gli anni dell’inchiesta “Scacco matto”, della Dda di Catanzaro, che coinvolse Palmo Vertinelli (ne uscì assolto). (el.pe)
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