Coffrini scaricato dal Pd: «Dimettiti»
L’esecutivo provinciale: «Dimissioni urgenti e inevitabili perché ha annunciato il ricorso in caso di commissariamento»
BRESCELLO. Il siluro, firmato Esecutivo provinciale Pd, arriva nel tardo pomeriggio, seguito pochi minuti dopo dalla nota del Direttivo Pd brescellese in cui si approva «a larga maggioranza» il documento reggiano. Di fatto, il Pd chiede le dimissioni di Marcello Coffrini, sindaco di Brescello – ora non più iscritto, ma eletto come esponente Pd, e fino a ieri sostenuto dal partito – dove è stata nominata una commissione per valutare eventuali infiltrazioni mafiose e la necessità di scioglimento.
Proprio nei giorni scorsi è terminato il lavoro della commissione prefettizia istituita per valutare se appalti, contratti e servizi del Comune siano interessati dai «fenomeni di compromissione o interferenza con la criminalità organizzata». Le conclusioni della commissione sono state comunicate il 12 gennaio al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza e al procuratore della Repubblica Giorgio Grandinetti, e ora si attende il parere del prefetto Raffaele Ruberto, che dovrà dirsi favorevole o contrario allo scioglimento dell'amministrazione comunale brescellese di Coffrini per condizionamenti di tipo mafioso.
Nel settembre 2014 Il Pd “processò” Coffrini, ma il verdetto fu sorprendente: non possiamo fare nulla perché non ha la tessera del Pd. Coffrini rimise il mandato al consiglio comunale brescellese, che lo mantenne in carica, nonostante varie voci contrarie, tra cui quella del sindaco Pd di Castelnovo Monti, Enrico Bini.
Nei giorni scorsi anche Beppe Grillo ha chiesto le dimissioni di Coffrini, così come aveva fatto un anno fa il M5S.
«È giunto il momento – scrive ora il Pd reggiano – da parte del sindaco di Brescello, di rendersi conto che, se vuole difendere davvero il paese, le sue dimissioni sono urgenti ed inevitabili». Il Pd provinciale lega la richiesta di dimissioni alle ultime affermazioni di Coffrini alla stampa locale: ha detto di non volersi dimettere in difesa del paese e ha annunciato il ricorso in caso di commissariamento. Affermazioni che il Pd ha definito «inaccettabili. È evidente che questi mesi non sono serviti, al sindaco Coffrini, a comprendere davvero la gravita delle sue affermazioni di un anno fa», quando aveva definito il boss Grande Aracri una persona «gentile, tranquilla e educata». Aggiunge il Pd: «Coffrini probabilmente non si rende conto che il problema non è "legale", ma "di legalità"».
«Com'è noto – scrive ora l’Esecutivo provinciale – Coffrini non è iscritto al Pd. Chiediamo comunque le sue immediate dimissioni da sindaco di Brescello e, coerentemente, diciamo agli esponenti dell'amministrazione (brescellese. ndr) di togliere ogni forma di sostegno».
«L'impegno del Partito democratico – scrive l’Esecutivo provinciale – è quello di riconsegnare a loro una fase nuova, scevra da dubbi e da incertezze, lontana dalle polemiche e dalle strumentalizzazioni che rendono non sereno il clima per i cittadini, le istituzioni locali e le persone che vi lavorano. Serve coraggio. Da una ritrovata condizione di serenità e chiarezza potrà partire una ancor più incisiva lotta alla 'ndrangheta».
MauroGrasselli
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