Nuovi investitori per il Mercatone Uno
Il lavoro dei commissari ha portato alla riapertura di diversi punti vendita, buoni spiragli per Rubiera
RUBIERA. Previsioni ottimistiche sul fatturato futuro e su un possibile cambio di proprietà.
Sono emerse nei giorni scorsi, per il gruppo imolese Mercatone Uno e quindi anche per la storica sede rubierese, dopo quasi un anno di crisi aziendale, stipendi in ritardo e contributi da ricevere, e dopo otto mesi di commissariamento ministeriale.
Il punto vendita di Rubiera, a fianco della via Emilia, non ha mai cessato l’attività, al contrario di altre sedi, ma i quasi cinquanta dipendenti hanno vissuto tutte le incertezze e i problemi finanziari dell’intero gruppo di arredamento, che conta oltre tremila lavoratori.
A ottobre i tre commissari straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari hanno presentato un programma per la rete aziendale che punta a mantenere viva l’impresa.
E, col tempo, a una dismissione in continuità, ovvero una cessione a imprenditori o aziende interessate a proseguire l’attività. Pochi giorni fa il ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato l’esecuzione del programma, e per quanto riguarda la cessione, si è stabilito che dovrà avvenire entro un anno tramite un’asta.
Le modalità verranno esposte in un bando che verrà pubblicato a breve.
A oggi diversi investitori, italiani e stranieri, hanno già mostrato l’interesse per il marchio e la rete commerciale.
Gli ultimi mesi del 2015 hanno visto la riapertura di una decina dei punti vendita chiusi in primavera, e ora è in programma la ripresa di altri quattro negozi, Beinasco nel Torinese, Sambuceto a Chieti, Misterbianco nel Catanese e Arzano in provincia di Napoli, per un totale di sessanta punti vendita operativi, senza escludere anche nuove sedi.
In questo modo, sottolineano dall’azienda, il gruppo tornerà a «presidiare, con oltre 300.000 metri quadri di superficie di vendita, le principali aree metropolitane italiane (fra cui Roma, Milano, Firenze, Torino, Bologna, Bari, Napoli, Catania) e le zone di maggiore interesse commerciale in Italia, con un fatturato di circa mezzo miliardo di euro».
Una cifra, questo mezzo miliardo di euro, che «che collocano stabilmente Mercatone Uno tra i leader della distribuzione del mobile in Italia».
La gestione commissariale ha per ora dato buoni frutti, con una tenuta dei posti dei lavoro e diversi debiti saldati. Dato ancora più importante in prospettiva, è riuscita a far rimanere a galla il gruppo e a renderlo appetibile per acquirenti che vogliano investire, un elemento cruciale in chiave futura, per la rete come per i tremila dipendenti e per il vastissimo indotto – trasporti, addetti extra, esercizi commerciali nella zona dei magazzini – che Mercatone Uno porta con sé. Rubiera è sempre stato uno dei punti vendita più stabili, con bilanci positivi, e anche nelle sofferenze del 2015 la chiusura non è mai apparsa un’ipotesi concreta, anche se i sacrifici non sono mancati, dalla riduzione all’osso del personale all’orario ristretto e a turnazioni variate. Se il gruppo avesse fatto una brutta fine, però, le ricadute si sarebbero sentite pure nel Rubierese, e ora forse donne e uomini impiegati nel negozio possono tirare un sospiro di sollievo, in attesa di ulteriori conferme dello scampato pericolo. (adr.ar.)
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