Gazzetta di Reggio

Reggio

Nuovi investitori per il Mercatone Uno

Nuovi investitori per il Mercatone Uno

Il lavoro dei commissari ha portato alla riapertura di diversi punti vendita, buoni spiragli per Rubiera

3 MINUTI DI LETTURA





RUBIERA. Previsioni ottimistiche sul fatturato futuro e su un possibile cambio di proprietà.

Sono emerse nei giorni scorsi, per il gruppo imolese Mercatone Uno e quindi anche per la storica sede rubierese, dopo quasi un anno di crisi aziendale, stipendi in ritardo e contributi da ricevere, e dopo otto mesi di commissariamento ministeriale.

Il punto vendita di Rubiera, a fianco della via Emilia, non ha mai cessato l’attività, al contrario di altre sedi, ma i quasi cinquanta dipendenti hanno vissuto tutte le incertezze e i problemi finanziari dell’intero gruppo di arredamento, che conta oltre tremila lavoratori.

A ottobre i tre commissari straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari hanno presentato un programma per la rete aziendale che punta a mantenere viva l’impresa.

E, col tempo, a una dismissione in continuità, ovvero una cessione a imprenditori o aziende interessate a proseguire l’attività. Pochi giorni fa il ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato l’esecuzione del programma, e per quanto riguarda la cessione, si è stabilito che dovrà avvenire entro un anno tramite un’asta.

Le modalità verranno esposte in un bando che verrà pubblicato a breve.

A oggi diversi investitori, italiani e stranieri, hanno già mostrato l’interesse per il marchio e la rete commerciale.

Gli ultimi mesi del 2015 hanno visto la riapertura di una decina dei punti vendita chiusi in primavera, e ora è in programma la ripresa di altri quattro negozi, Beinasco nel Torinese, Sambuceto a Chieti, Misterbianco nel Catanese e Arzano in provincia di Napoli, per un totale di sessanta punti vendita operativi, senza escludere anche nuove sedi.

In questo modo, sottolineano dall’azienda, il gruppo tornerà a «presidiare, con oltre 300.000 metri quadri di superficie di vendita, le principali aree metropolitane italiane (fra cui Roma, Milano, Firenze, Torino, Bologna, Bari, Napoli, Catania) e le zone di maggiore interesse commerciale in Italia, con un fatturato di circa mezzo miliardo di euro».

Una cifra, questo mezzo miliardo di euro, che «che collocano stabilmente Mercatone Uno tra i leader della distribuzione del mobile in Italia».

La gestione commissariale ha per ora dato buoni frutti, con una tenuta dei posti dei lavoro e diversi debiti saldati. Dato ancora più importante in prospettiva, è riuscita a far rimanere a galla il gruppo e a renderlo appetibile per acquirenti che vogliano investire, un elemento cruciale in chiave futura, per la rete come per i tremila dipendenti e per il vastissimo indotto – trasporti, addetti extra, esercizi commerciali nella zona dei magazzini – che Mercatone Uno porta con sé. Rubiera è sempre stato uno dei punti vendita più stabili, con bilanci positivi, e anche nelle sofferenze del 2015 la chiusura non è mai apparsa un’ipotesi concreta, anche se i sacrifici non sono mancati, dalla riduzione all’osso del personale all’orario ristretto e a turnazioni variate. Se il gruppo avesse fatto una brutta fine, però, le ricadute si sarebbero sentite pure nel Rubierese, e ora forse donne e uomini impiegati nel negozio possono tirare un sospiro di sollievo, in attesa di ulteriori conferme dello scampato pericolo. (adr.ar.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google