Gazzetta di Reggio

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«Vado e l’ammazzo» Fermato con mazza da baseball sull’auto

di Luca Tondelli
«Vado e l’ammazzo» Fermato con mazza da baseball sull’auto

Casina: la moglie lo lascia, lui annuncia i propositi a un amico I carabinieri lo arrestano, la donna racconta anni di minacce

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CASINA. Esasperato dalla fine della relazione con la moglie, ha pensato di far valere le proprie “ragioni” con la violenza, annunciando ad un amico che sarebbe andato «ad ammazzarla». Una situazione che non sarebbe tra l’altro nemmeno stata inedita, ma il culmine di anni di ingiurie, minacce e aggressioni da parte del marito verso la donna, che in una circostanza l’aveva anche schiaffeggiata facendole cadere un dente. Questi episodi avevano spinto la donna, che pure in tanti anni non aveva trovato il coraggio di denunciare l’uomo, a separarsi, tanto che all’inizio dell’anno se n’era andata di casa. Era stata probabilmente questa decisione, mai accettata, a spingere il 55enne reggiano residente in un Comune dell’Appennino, a tempestare la donna di telefonate e sms dai contenuti esplicitamente minacciosi. Poi la cosa era ulteriormente degenerata, e aveva annunciato a più persone di volerla ammazzare, motivo per cui il maresciallo del paese, che aveva colto queste voci, da tempo seguiva con attenzione la situazione dei due coniugi.

Venerdì mattina l’uomo, scoperta la nuova casa della moglie, dopo aver nuovamente “confidato” a un conoscente le intenzioni di volerla uccidere, armato di una mazza da baseball in ferro è uscito di casa per andare da lei. L’allarme al 112 dei carabinieri – da parte dell’amico che aveva ascoltato i suoi propositi e ha previsto che si sarebbe infilato in un guaio assai grave – è stato lanciato nella tarda mattinata. I carabinieri di Casina (dove ultimamente l’uomo era domiciliato) e Villa Minozzo, dopo aver raggiunto la nuova abitazione della moglie, l’hanno invitata a non aprire a nessuno e si sono appostati nelle vicinanze, a “guardia” della casa, mentre altre pattuglie dei carabinieri del Nucleo operativo e del Nucleo radiomobile di Reggio Emilia avevano istituivano posti di controllo lungo le strade di accesso al paese. L’auto dell’uomo è stata quindi intercettata e fermata lungo la statale 63. Sul sedile posteriore, la mazza da baseball, poi sequestrata. Alla vista dei militari, l’uomo si è lasciato andare ad un pianto liberatorio, ammettendo le sue intenzioni. E’ stato portato in caserma, dove i carabinieri lo arrestavano con l’accusa di atti persecutori. La moglie questa volta ha formalizzato la denuncia, raccontando anche le violenze psichiche e fisiche che subiva da anni, le recenti telefonate e i messaggi minatori che avevano generato in lei e nel suo nuovo compagno un forte stato di paura e ansia. Il 55enne al termine delle formalità è stato trattenuto a disposizione del procuratore Maria Rita Pantani. (l.t.)

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