Compra online ma viene truffato
Canossa: paga un iPhone e non lo riceve. Denunciato un 30enne recidivo
CANOSSA. Cellulari di ultima e penultima generazione dai 300 euro di valore in su, messi in vendita su internet, pagati dagli acquirenti, ma mai consegnati.
Una truffa semplice, quella ideata da un 30enne romano, di quelle che purtroppo sempre più spesso si sentono e che ha mietuto vittime in mezza Italia. Fra queste, un 60enne di Canossa che ha segnalato l’accaduto ai carabinieri di San Polo, competenti per territorio.
Una truffa sin troppo lineare, visto che il 30enne non utilizzava nemmeno un’identità fasulla, ma si iscrive ai siti internet di compravendita con i suoi veri dati, nonostante le denunce ai suoi danni si stiano accumulando l’una dopo l’altra.
Lo schema è sempre lo stesso. Facile ed evidentemente efficace. L’uomo pubblica sui principali portali di commercio online degli annunci in cui propone la vendita di costosi smartphone, i cellulari più moderni, a prezzi ridotti rispetto a quelli che si trovano nei negozi, anche se comunque sempre piuttosto elevati, visto che la forbice degli importi oscilla fra i 300 e i 700 euro.
Una volta attirata l’attenzione dei possibili compratori grazie alle buone offerte, chiude le trattative facendosi girare l’intero importo su una carta di credito prepagata e a quel punto semplicemente sparisce, smettendo di rispondere all’acquirente né tanto meno inviando lo smartphone, di cui non ha mai avuto la disponibilità.
I casi segnalati sono ormai decine, in gran parte della nazione, con denunce già partite da Arezzo, Firenze, Verona, Vicenza, Bolzano Belluno, Salerno, Mantova e Pordenone. Una delle ultime persone truffate è un 60enne di Canossa, che ha comprato – o almeno credeva di averlo fatto – un iPhone 5 al costo di 300 euro. Per chiudere la transazione, il venditore ha chiesto il pagamento anticipato dell’intera cifra e così il 60enne ha versato la somma sulla carta PostePay indicata. Solo che a quel punto il presunto commerciante si è dato alla macchia, e il cittadino canusino non ha potuto fare altro che rivolgersi ai carabinieri della stazione di San Polo d’Enza, portando con sé tutti i dati in possesso: codice dell’inserzione, numero della carta e indirizzo di posta elettronica. I militari si sono messi al lavoro e le indagini si sono rivelate semplici perché il truffatore ha sempre usato i suoi reali dati anagrafici per iscriversi e per i vari annunci, senza nascondersi dietro nomi di facciata che avrebbe reso la vita molto più complicata a chi doveva scavare nel web. Un incrocio fra l’indirizzo di posta, il numero di cellulare fornito, le coordinate della carta e l’IP (la carta d'identità informatica della connessione del computer) ha portato direttamente al 30enne romano. E alla scoperta che l’uomo ha già decine di inganni identici alle spalle, con un attivo di diverse migliaia di euro.
Ora è arrivata la denuncia che permetterà al 60enne di Canossa, a indagini chiuse, di costituirsi parte civile al processo e quindi di chiedere il risarcimento economico. (adr.ar.)
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