Tante rose bianche portate dai bambini per l’addio a Corrado
Carpineti: una grande folla ha salutato il maniscalsco Piagni schiacciato dall’albero che stava segando nel bosco
CARPINETI. Rose bianche strette dalle manine dei bambini, le maglie della bici e dei cavalli, centinaia e centinaia di persone addolorate. È stata una cerimonia densa di commozione, quella per l’ultimo saluto a Corrado Piagni, 52enne maniscalsco carpinetano morto mercoledì pomeriggio mentre lavorava nel bosco dietro alla sua a casa a Bonzano, schiacciato da un tronco.
Il funerale è stato celebrato ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Carpineti, davanti a una folla impressionante, che ha stipato l’intero edificio e riempito completamente anche gli spiazzi a lato. C’era tutta la vita di Corrado Piagni, in pratica: oltre alla moglie Sara e ai figli Rebecca e Tommaso, la sorella Federica col marito e i figli, papà Camillo e mamma Silvana Filippi, gli amici del paese in cui è nato e cresciuto, i volontari della Croce Rossa, i “cavallari” con cui per decenni ha condiviso la passione per l’equitazione e i componenti della squadra ciclistica scandianese New Bike, tutti con la loro felpa societaria, riuniti per una delle colonne della formazione (oltre a correre in prima persona, aveva coinvolto anche i due figli nell'attività). In prima fila, poi, tantissimi bimbi, tutti con una rosa bianca in mano: i compagni di scuola dei figli Rebecca e Tommaso.
Il carro funebre è arrivato a Carpineti verso le 14.30 da Castelnovo Monti, dove la salma era stata trasferita dall’ospedale reggiano venerdì, per la cerimonia officiata dal parroco don Guiscardo Mercati, che ha ricordato il fortissimo legame verso la famiglia di Piagni. Al termine, sono stati i ragazzi della squadra ciclistica a trasportare il feretro per l’ultimo viaggio, quello verso il cimitero di San Prospero per la sepoltura. Un pomeriggio davvero da brividi, causati dal vento e dal freddo intenso ma soprattutto dal dolore per una disgrazia che ha colpito profondamente la comunità del paese appenninico, dove i Piagni vivono da sempre e sono conosciutissimi, anche grazie al lavoro della madre Silvana, a lungo titolare di un negozio di alimentari.
Mercoledì pomeriggio il 52enne era in una riva piuttosto ripida dietro a Bonzano, la piccola borgata appena fuori Carpineti da dove proviene l'intera famiglia Piagni. Al mattino ha abbattuto un albero pericolante in una posizione scomoda da raggiungere e al pomeriggio ha ripreso il lavoro per sfrondare il tronco e recuperarlo dal fosso usando un trattore. Poco prima delle 17 la manovra fatale. Il pesante tronco è “scattato” colpendo Piagni alla schiena, causando violente lesioni che hanno portato al decesso nel giro di pochi minuti, nonostante l'arrivo dei soccorsi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
