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«Un passeggero si è sentito male»

«Un passeggero si è sentito male»

Il racconto della lunga odissea: «Al buio e al freddo ad aspettare»

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REGGIO EMILIA. I passeggeri all’arrivo finalmente a Reggio Emilia raccontano di crisi d’ansia. «Un passeggero che dall’insofferenza di essere rimasto per ore al buio dentro al convoglio bloccato senza potere uscire, ha iniziato a sbattere la testa contro la porta». Dell’intervento dell’ambulanza, dei lampeggianti visti attraverso il buio. Ma soprattutto dell’incertezza in cui sono rimasti a lungo. «Siamo rimasti fermi per quattro ore, al buio, il personale che dava informazioni sbagliate. Dicevano sempre che mancavano cinque minuti alla partenza e intanto siamo arrivati a quattro ore di ritardo - si lamenta un giovane - C’è stata malacomuncazione, mancanza di trasparenza. Le carrozze erano tutte spente. Non c’era né acqua, né eventualmente personale della Protezione civile in ogni carrozza a sopperire quella situazione».

Un signore partito da Milano difende il personale viaggiante. «Sono stati magnifici, sono stati con noi - spiega - Ci davano le informazioni che ricevevano. Il paradosso è che ci eravamo vicinissimi alla stazione di Reggio Emilia eppure siamo rimasti lì perchè doveva arrivare questo locomotore. Sono stati tutti cortesissimi, anche la polizia. Sono arrivati tutti, tranne Trenitalia... La sensazione è che il problema sia organizzativo, sembra di stare nel terzo mondo».

E poi pensa alla Costa Concordia: «Meno male che stavamo in mezzo alla compagna, e non in mezzo al mare...». (el.pe)

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