Brescello, tre tesserati disobbediscono al Pd e salvano Coffrini
Il Pd riesce a far dimettere solo 1 dei suoi 4 esponenti nella maggioranza. Gli altri firmano la fiducia al sindaco che pensa a un rimpasto
BRESCELLO (Reggio Emilia) Il sindaco Marcello Coffrini rimane saldo al suo posto. E i numeri sono tutti dalla sua parte perché degli otto consiglieri di maggioranza che siedono in sala Prampolini, ben sei hanno optato per la sua riconferma. Tre di questi sono oltretutto tesserati del Pd, decisi a tirare dritto nonostante la richiesta del partito di dimettersi.
Difficile - se non impossibile - disarcionare a queste condizioni il sindaco espressione dei democratici. I sei consiglieri vogliono firmare un documento assicurando la fiducia al sindaco. Un boccone amaro per il Pd, che non considera la partita ancora chiusa ma incassa l'ennesima bocciatura dal sindaco antimafia Enrico Bini, che più volte (guarda il video qui sotto) ha chiesto la cacciata di Coffrini. Con questi numeri Coffrini mantiene per ora la maggioranza, il quorum legale e spazio di manovra per un eventuale rimpasto nella giunta brescellese.
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LO SCHIAFFO In buona sostanza, il gruppo di maggioranza ha preferito rispedire al mittente l'appello del Pd, che sabato aveva esplicitamente richiesto le dimissioni del sindaco e di tutti i consiglieri che lo appoggiano dopo le sue dichiarazioni in cui manifestava l'intento di fare ricorso fino al Consiglio di Stato, qualora il Comune fosse sciolto per condizionamenti mafiosi. Così facendo hanno consegnato un risultato schiacciante a favore del primo cittadino.
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Di decisiva importanza dev’essersi rivelato il summit che si è svolto in Comune nel tardo pomeriggio di ieri, al termine di una giornata concitata, portata avanti col bilancino tanto dal Pd quanto da Coffrini. Il segretario del Pd di Brescello, Saverio Bonini, ha compiuto una tornata di consultazioni con ciascuno dei suoi quattro consiglieri di maggioranza. Tre sembravano decisi per la sfiducia. Poi la defezione in serata: due confermano ma fedelissima, Silvia Benecchi, ha deciso di restare in sella con Coffrini.
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LA CONTA Nelle stesse ore il sindaco ha convocato i suoi. A quanto risulta, nella giornata di oggi sarà divulgato da questo gruppo un documento nel quale sarà dichiarato formalmente l'appoggio a Coffrini che porterà la firma dei sei consiglieri. Tre non sono tesserati Pd: Gabriella Bigliardi, Luca Dall'Aglio, Giuditta Carpi. Gli altri tre sì: si tratta di Marco Conti, Silvia Benecchi e Susanna Dall’Aglio. Sono i tre che hanno riposto picche al segretario Bonini e, soprattutto, alla segreteria provinciale guidata da Andrea Costa.
Non comparirà, sul documento, la firma d’appoggio dell'assessore Gabriele Gemma proprio perché assessore ma in prima linea nella difesa del ruolo del sindaco, al quale ha garantito anche lui piena fiducia. In merito al contenuto della riunione, sembra che sia servita per fare il punto della situazione e concordare una linea d'azione comune, in attesa del pronunciamento sull’esito dei lavori della commissione.
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LE BRICIOLE A conti fatti, a dare ascolto al partito democratico lasciando seduta stante il gruppo di maggioranza sono stati solo il capogruppo del Pd in consiglio comunale Fabrizio Venerini e Ippolito Sofo, quest’ultimo di area socialista. Oltre a loro, anche metà della giunta comunale ha fatto un passo indietro: ha infatti deciso di dire «basta» l'assessore alla Scuola Isabella Mazza (che ricopre anche l'incarico di vicesindaco) e l'assessore al Turismo Sabrina Costi. I quattro dimissionari tra giunta e consiglio hanno annunciato che in mattinata – come prevede il regolamento comunale – rassegneranno le proprie dimissioni al segretario. «La situazione è delicata ed evolve di minuto in minuto – conferma proprio Isabella Mazza – ma sono più che convinta che le dimissioni costituiscano la scelta giusta. Ho riflettuto e da alcuni giorni ritengo che sia la cosa migliore per il bene del paese».
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GRILLO ALL’ATTACCO «Dopo 15 mesi, alla vigilia dell'esito della Commissione d'accesso prefettizia che avrebbe avviato l'iter per lo scioglimento per mafia del Comune di Brescello, il Pd scarica il suo sindaco e ne chiede le dimissioni. Dimissioni richieste da 15 mesi dal M5S e la società civile». Così il blog di Beppe Grillo in un post intitolato: «contrordine compagni». Un secondo attacco a soli cinque dall’ultimo, quando «la richiesta di dimissioni era stata rilanciata dal Blog. Il Pd rispose con un “Grillo si sciacqui la bocca”». «Meglio tardi dopo 15 mesi di figuracce e difese d'ufficio che mai. Del resto - conclude il blog - Brescello deve essere una tappa importante anche per Renzi se nel 2012 per le primarie si recò prima a Reggio Emilia e poi in questo piccolo comune della Bassa»
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