Crediti deteriorati, banche nel mirino Bce
Sotto l’esame dell’Eurotower finiscono Unicredit, Banco Popolare, Mps, Bper e Carige
REGGIO EMILIA. La Banca Centrale europea chiede chiarimenti sui crediti deteriorati delle banche italiane. E nel mirino finiscono anche Unicredit, Banco Popolare, Bper e Mps.
Al termine di una giornata da panico per i titoli bancari la conferma che a innescare il fuggi fuggi degli investitori, è stata la nuova iniziativa del Single supervisory mechanism, la vigilanza dell'Eurotower, con l'invio di questionari alle banche europee per un esame dei crediti deteriati in parallelo con l'attività ispettiva a verifica del livello delle coperture. Proprio i timori legati a un giro di vite su un punto debole per gli istituti bancari italiani e il rischio, in prospettiva, di nuovi accantonamenti hanno fatto da detonatore a Piazza Affari. Nel tentativo di fare un po’ di chiarezza, al termine di un lunedì nero, è intervenuta la Consob con la richiesta alle banche di commentare l'interessamento della Bce sugli alti livelli di non performing loans detenuti dagli istituti di credito europei. Sotto la lente - hanno ammesso in serata - sono finiti Banco Popolare e la Bpm, candidati alle prime nozze tra popolari, Bper Mps e Carige e pure una delle big, Unicredit. Non hanno invece ricevuto richieste da Francoforte Ubi, Intesa, Mediobanca, Credem e Popolare di Sondrio.
Gli istituti finiti nel mirino saranno soggetti, in questo mese e nel prossimo, ad attività di valutazione e indagini conoscitive su«strategia, governo, processi e metodologia adottati in ambito non performing loans» è la formula comune.
In serata arrivavano poi i comunicati delle singole banche. Il Gruppo Bper, ad esempio dopo aver confermato l’avvio di questi controlli, sottolineava come «presenta una solida situazione patrimoniale come confermato da un Cet1 ratio pro-forma Phased in, al 30 settembre 2015, pari al 12,04%, in ulteriore miglioramento di circa 80 bps rispetto a fine 2014, senza considerare i benefici attesi dalla validazione dei modelli interni avanzati per la misurazione del rischio di credito. Tale indice risulta ampiamente superiore al requisito minimo richiesto dalla Bce ("Srep") pari al 9,25%, evidenziando un buffer patrimoniale in eccesso di 279 bps rispetto a tale parametro. Inoltre, il livello di copertura sui crediti deteriorati complessivi risulta tra i migliori del sistema delle banche popolari (42,1% al 30 settembre 2015).
Dello stesso tenore la nota del Banco Popolare che ricorda come «al 30 settembre 2015, i flussi netti in ingresso di credito deteriorato abbiano registrato un sensibile decremento (-56% rispetto all'anno precedente) e come, grazie alla cessione di circa euro 950 milioni nominali di sofferenze chirografarie perfezionata lo scorso primo ottobre, lo stock di crediti deteriorati sia atteso in ulteriore contrazione».
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