Gazzetta di Reggio

Reggio

«Nuove piste ciclopedonali entro il 2018»

di Martina Riccò
«Nuove piste ciclopedonali entro il 2018»

Il dirigente David Zilioli si occupa della riqualificazione di Mancasale: «Partiremo da via Filangieri»

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REGGIO. «Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto, ma in via Ragazzi del ’99 non verrà realizzata alcuna pista ciclopedonale».

È realista David Zilioli, il dirigente del Comune di Reggio che si sta occupando della riqualificazione urbanistica di Mancasale, e non vuole indorare la pillola “solo” per la tragica morte del ciclista avvenuta ieri mattina. «Non significa che non faremo nulla per migliorare la sicurezza degli utenti deboli della strada, però», precisa. Il destino di Mancasale, infatti, è scritto in un progetto da quattro milioni e mezzo di euro diviso in tre tranches dal 2016 al 2018. «La prima fase dei lavori – afferma Zilioli – è già stata finanziata con due milioni e 200mila euro e inizierà, dopo la gara di appalto, tra la primavera e l’estate».

Rientreranno in questa prima tranche le priorità individuate grazie alla collaborazione di chi, a Mancasale, ci vive e ci lavora: aumento della sicurezza, disponibilità di banda larga e riqualificazione delle strade. «Per evitare furti chiuderemo l’accesso alla zona industriale di notte – spiega il dirigente –, porteremo la banda larga e, soprattutto, inizieremo a migliorare la qualità delle strade principali. Per quanto riguarda l’ultimo punto partiremo da via Filangieri – precisa – che è una strada larga, a scorrimento molto veloce, ma priva di marciapiedi. Realizzeremo una pista ciclopedonale larga cinque metri, di cui tre saranno destinati alle biciclette e due ai pedoni, che andrà dalla rotonda di Calatrava fino alla stazione della Mediopadana. Trasformeremo quella strada, adesso piuttosto brutta, in un viale alberato e ben servito». Nel 2017 e nel 2018 l’opera di riqulificazione delle strade continuerà sulle altre arterie principali – come via Raffaello e via Majorana – per poi raggiungere le vie secondarie.

«L’elenco delle priorità – racconta Zilioli – è stato stilato attraverso un questionario, consegnato casa per casa e azienda per azienda, con il quale abbiamo potuto mappare le vie più pericolose e capire le “abitudini stradali” di chi vive e lavora in zona. E per non spendere soldi pubblcii inutilmente – conclude – d’ora in poi i privati che presenteranno un piano particolareggiato dovranno inserirsi in questa rete costituita, provvedendo ad esempio all’allacciamento alla pista ciclopedonale principale».

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