Alla Mucci è il quarto furto in un mese
Montecchio, una delle socie: «Ogni volta rubano gasolio e costose batterie. Vogliamo più sicurezza»
MONTECCHIO. Quattro furti nel giro di tre settimane, batterie, benzina e attrezzi spariti nonostante gli allarmi e le protezioni.
È stato un brutto inizio d’anno per l’azienda Mucci Natalino, impresa nel settore edile che ha sede legale a Palagano, nella montagna modenese, e un grande spazio operativo a Montecchio, comodo per le sue attività, strettamente legate a quelle dell’Emiliana Conglomerati, storica realtà produttrice di calcestruzzo e latterrizi.
La Mucci, nell’area in gestione a Montecchio, ha dei capannoni e un ampio spazio dove ospita diversi camion e mezzi da lavoro, e sono stati proprio questo il bersaglio dei furti a raffica, «compiuti da gente che sa quello che fa, perché hanno disinnescato gli allarmi e sono riusciti a entrare nel recinto coi loro camioncini». Lo sfogo è di Luciana Medici, una delle socie della Mucci, oltre che presidente di Lapam Confartigianato per l’Appennino modenese, dopo aver subìto quattro visite sgradite dall’inizio dell'anno o poco più, tutte condite dalla sottrazione di migliaia di litri di carburante e di batterie di alimentazione dei mezzi per il lavoro.
«La prima volta hanno puntato i mezzi, e hanno tolto gasolio e batterie, poi hanno ripetuto l’operazione in altre tre occasioni. Nei primi due furti hanno succhiato il gasolio direttamente dai mezzi», racconta. La scorsa settimana, per il quarto colpo, si sono mostrati ancora più “raffinati”. «Sono entrati in una zona recintata, protetta da allarme, e hanno preso il gasolio anche da un mezzo che ha un allarme interno, senza farlo attivare. E sono riusciti a entrare con un loro mezzo, crediamo un furgoncino di quelli da 75 quintali di peso. Come lo sappiamo? Abbiamo guardato i segni lasciati per terra dagli pneumatici», spiega la Medici.
«Vogliamo segnalare quello che succede perché queste sono delle persone che sanno bene quello che fanno, che riescono a disinnescare gli allarmi: ci vuole davvero la massima attenzione. Per noi è una mazzata dopo l’altra», chiarisce sconsolata la Medici.
Ogni colpo comporta la perdita di centinaia di litri di gasolio, o quella di costose batterie per mezzi pesanti, e la spesa da fronteggiare diventa davvero impegnativa specie in momenti difficili come questi per tutte le imprese. E l’amarezza aumenta ulteriormente pensando ad altre tempistiche: «noi qui abbiamo delle perdite immediate, e il carburante ci serve per lavorare, non possiamo farne a meno. I tempi della legge sono ben diversi, noi siamo rimasti coinvolti nella crisi dell’allora Coop Muratori Reggiolo, da anni dobbiamo vedere anche un solo euro di rimborso e nel frattempo abbiamo spese e dobbiamo andare avanti. Almeno ci venisse garantita la sicurezza di lavorare in tranquillità».
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