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rientra l’emergenza

In carcere torna a funzionare il riscaldamento

In carcere torna a funzionare il riscaldamento

La Camera penale era pronta alla mobilitazione: detenuti al freddo per molte settimane

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REGGIO EMILIA. Nel carcere di Reggio è tornato a funzionare il riscaldamento. Una buona notizia per il personale che lavora nella struttura di via Settembrini e per i detenuti che rischiavano di passare un inverno al freddo.

Ieri sera la Camera penale di Reggio, presieduta dall’avvocato Noris Bucchi, doveva riunirsi proprio per discutere le iniziative da adottare per fare fronte a quella che è stata ritenuta una violazione inaccettabile dei diritti delle persone recluse e degli agenti che lavorano in quegli spazi. Il presidente Bucchi nel pomeriggio si è recato in carcere e ha constatato che la situazione era cambiata, come gli è stato confermato dagli agenti penitenziari e i detenuti. «L’emergenza è dunque fortunatamente rientrata - dice il presidente - e ovviamente continueremo a vigilare su quello che accade nell’interesse delle persone recluse e degli agenti».

La situazione del carcere di Reggio era stata denunciata a fine novembre dal garante regionale delle persone private della libertà personale, Desi Bruno, che aveva parlato di una temperatura «assolutamente insufficiente, sia negli spazi detentivi che negli uffici e nella caserma dove alloggia il personale della polizia penitenziaria». Il garante aveva detto che «la situazione ha già superato ogni livello di sostenibilità e pare del tutto evidente l'insussistenza dei requisiti minimi di vivibilità all'interno degli spazi detentivi».

Desi Bruno aveva effettuato un sopralluogo insieme al direttore, Paolo Madonna, e alla comandate del personale della polizia penitenziaria Manon Giannelli. «Le persone gravemente malate sono costrette a coprirsi con più coperte - denunciava Bruno - in alcuni spazi detentivi il funzionamento dell'impianto di riscaldamento risulta del tutto inattivo e non c'è acqua calda all'interno delle camere di pernottamento, ma solo nelle docce comuni situate all'esterno».

Il 21 dicembre l’Ausl di Reggio ha effettuato un sopralluogo che ha confermato quanto segnalato dal garante. In quella data è emerso che negli spazi degli uomini le temperature oscillavano tra i 14,5 e i 15,8 gradi, mentre in quelli delle donne tra gli 11,1 e i 13,4 (nonostante la temperatura esterna non fosse affatto rigida, ma compresa tra gli 8 e i 10 gradi). Il sopralluogo dell'Ausl ha evidenziato che «le temperature ambientali rilevate nelle aree della detenzione dell'istituto sono molto al di sotto della percezione di “benessere termico”, confermando il disagio lamentato dalle detenute e dai detenuti». Le detenute avevano riferito che i radiatori termici si accendevano solo due volte al giorno per un tempo massimo di un'ora, alle 6 e alle 16, mentre di notte risultavano freddi. (j.d.p.)

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