Sequestro conservativo per risarcire le parti civili
Il gup accoglie la richiesta di Provincia, Comuni e Regione per oltre 2 milioni Il provvedimento riguarda beni già bloccati preventivamente dalle indagini
BOLOGNA. Sì al sequestro conservativo dei beni agli imputati (giudicati con rito ordinario) del processo Aemilia per i risarcimenti a Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia e Comuni di Reggiolo, Gualtieri, Bibbiamo, Montecchio e Brescello, costituite parte civile.
Lo ha deciso il gup Francesca Zavaglia con un’ordinanza firmata il 15 gennaio scorso, dopo la richiesta avanzata dagli avvocati Alessandro Gamberini e Salvatore Tesoriero già a dicembre in fase di udienza preliminare.
Il sequestro riguarda i beni già sequestrati con provvedimento preventivo nel corso dell’ultimo anno a quelli ritenuti i nomi di spicco dell’associazione ’ndranghetista e a coloro ritenuti concorrenti esterni. Tra questi: Gaetano Blasco,Michele Bolognino, Vincenzo Mancuso, Antonio Cianflone, Augusto Bianchini e la moglie Bruna Braga e il figlio Alessandro, Matacera Francesco, Gianni Floro Vito, Palmo e Giuseppe Vertinelli, Antonio Valerio, Carmine Belfiore.
A essere esclusa dal provvedimento è la Società Antichi Sapori Srl, società che fa riferimento al ristorante di Pasquale Brescia non sottoposto a sequestro preventivo a seguito della valutazione del Tribunale del Riesame che ha annullato il provvedimento. Il valore del sequestro è di un milione per la Regione Emilia Romagna, di 500mila euro per la Provincia, 150mila per ogni Comune.
Intanto, ieri a Bologna, nel carcere della Dozza si sono svolti gli interrogatori di garanzia a carico di Palmo e Giuseppe Vertinelli, dopo la nuova fase di Aemilia che ha portato al nuovo provvedimento di arresto e a nuovi sequestri di beni per intestazioni fittizie. Difesi dall’avvocato Alessio Fornaciari, si sono difesi lungamente. (el.pe)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
