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Il destino degli altri castelli

Un patrimonio “oneroso” per Comuni e proprietari

Un patrimonio “oneroso” per Comuni e proprietari

CANOSSA. La montagna e la collina reggiane sono punteggiate dai resti materiali delle fortificazioni matildiche che avevano il fulcro proprio a Canossa, con siti storici quasi tutti visitabili nei...

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CANOSSA. La montagna e la collina reggiane sono punteggiate dai resti materiali delle fortificazioni matildiche che avevano il fulcro proprio a Canossa, con siti storici quasi tutti visitabili nei mesi caldi, solitamente nel periodo da aprile a ottobre, e chiusi in inverno con qualche eccezione per i ristoranti.

La rocca di Rossena, la più vicina a quella canusina, è una splendida struttura restaurata su uno sperone di roccia, sempre abitata nei secoli e quindi ancora integra, anche se molto lontana dal complesso originario. Comprata da don Giuseppe Dossetti a metà '900, è stata poi donata alla curia reggiana. Di recente è stata messa in vendita, oltre che al centro di polemiche per una festa di Halloween ritenuta “blasfema” in quel contesto. È aperto solo pochi mesi all’anno.

Da Canossa, il collegamento con Carpineti passava dal castello di Sarzano, sopra Casina. L'attuale sito conta sui resti della rocca, su una chiesa sconsacrata usata per convegni e mostre e su un ostello-ristorante, tutti di proprietà comunale. Dopo alcune difficoltà in passato, ora è presente un'unica gestione che nei mesi caldi coordina visite e locale. Sarzano serviva come tramite per le segnalazioni fra Canossa e uno dei castelli principali della cinta, quello di Carpineti, una delle residenze preferite di Matilde, che qui pianificò gli scontri decisivi con l'imperatore. Il castello è di proprietà della Provincia, a fianco vi è un ristorante acquistato da privati a inizio anni '90. Le due gestioni sono separate. Il sito monumentale è affidato a Idea Natura, realtà turistico-culturale che a Carpineti si occupa anche della splendida pieve romanica di San Vitale (di proprietà del Comune). Le visite sono sospese da ottobre e riprenderanno in primavera, mentre il ristorante è aperto su prenotazione.

L'altra perla si chiama Bianello, la grande fortezza che domina su Quattro Castella, unica rocca “superstite” delle quattro che hanno dato nome al paese. Il castello è affiancato da un piccolo borgo in sasso, tutti di proprietà del Comune che lo usa come sede per eventi pubblici di prestigio. La parte turistica è curata anche qui da Idea Natura, che propone visite e itinerari naturalistici, mentre il ristorante è da qualche anno seguito dalla famiglia Grasselli. Anche qui, le visite osservano una pausa, al contrario del locale. Hanno ormai altre destinazioni invece il castello di Baiso, di proprietà privata, e quello di Montecchio, di uso civico. (adr.ar.)

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