A processo per la Ferrari di Ickx
L’ex patron della Kerself alla sbarra. La vittima: «Mi ha truffato»
CORREGGIO. «Sì, signor giudice, con quell’sms mi ha comunicato che quella Ferrari rarissima che mi doveva consegnare da tempo, già pagata, non era completamente originale. Ma era chiaro che non fosse vero: di nascosto, aveva già venduto quell’auto». Così ieri mattina ha spiegato davanti al giudice la presunta vittima della maxi truffa: Peter Wiesner, commerciante viennese di auto di lusso e d’epoca.
La deposizione, seguita da quella dell’avvocato di Stoccarda che doveva comprarla da Wiesner, è avvenuta nell’ambito del processo che vede come imputato Pier Angelo Masselli, ex patron della Kerself, l’azienda “green” di Correggio per anni quotata in Borsa e poi travolta da un crac, residente a Rio Saliceto.
È imputato per truffa e appropriazione indebita per la vicenda di una Ferrari gialla anni ’70 appartenuta a Jacky Ickx. Parte civile è Wiesner (assistito dall’avvocato Roberto Chiossi) che sostiene di essere stato truffato: ha versato 143mila euro ma l’auto non arrivava mai perché era stata venduta a un manager tedesco. Wisner, con l’aiuto di un interprete, ha risposto a tutte le domande su quell’affare condotto con una controparte che conosceva da anni e con la quale aveva già trattato una ventina di auto di lusso.
Il punto in questione, secondo lui e l’accusa, è che Masselli non solo non avrebbe consegnato la merce – una splendida Ferrari 365 Gt4 Bb gialla, un tempo appartenuta di Ickx – ma con i soldi già versati avrebbe potuto concludere la trattativa segreta con un altro cliente. Per Wieser quell’affare - che ritiene essere una truffa - doveva concludersi con un pagamento di 239mila euro: per lui la perdita è di 90mila euro. Prossima udienza il 3 febbraio.
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