Appello al Comune «Coinvolgeteci nei vostri progetti»
REGGIO EMILIA. «Ci sentiamo un po’ dimenticati, non coinvolti nelle iniziative e nella risoluzione dei problemi da parte del Comune. Invece, vogliamo dire che noi ci siamo, la nostra associazione c’è....
REGGIO EMILIA. «Ci sentiamo un po’ dimenticati, non coinvolti nelle iniziative e nella risoluzione dei problemi da parte del Comune. Invece, vogliamo dire che noi ci siamo, la nostra associazione c’è. La stazione è la porta della città. Anche noi vogliamo che le cose migliorino».
Moulaoudji Abderrahim è un volto e un nome noto nel quartiere della stazione, ma anche per i rapporti che - soprattutto ai tempi dell’assessorato di Franco Corradini - ha stretto con le istituzioni reggiane con la sua Alleanza democratica delle associazioni marocchine Italia Europa (Adamian).
«Ho chiesto un appuntamento all’assessore Natalia Maramotti e ne chiederò uno a Serena Foracchia. Voglio portare loro la nostra disponibilità a organizzare iniziative, a essere coinvolti» spiega. L’analisi di Moulaoudji Abderrahim parte dalla considerazione che alcune situazioni hanno bisogno di essere riprese in mano. «Il parco delle Pauolonie, ad esempio, adesso è troppo abbandonato. Noi siamo disponibili a organizzare iniziative per rianimarlo» assicura.
Come? Qualche idea ce l’ha. «Vogliamo parlare di una programmazione annuale. Non basta un evento all’anno, come “1 2 3 Contatto”» spiega. E poi è convinto che sia necessario portare aventi un lavoro di mediazione, quello che lui stesso in prima persona è abituato a fare.Un recente viaggio in Francia lo ha convinto ancora di più che quella è la strada migliore per cercare di arrivare a dei cambiamenti.
«In Francia abbiamo visto come funziona la mediazione di quartiere: un ufficio in cui a rispondere alle chiamate sono mediatori di diversa origine che si prendono carico di questioni che riguardano i propri connazionali - spiega - Perché vanno bene gli uffici di polizia, ma non è solo con l’imposizione dell’autorità che si riescono a ottenere risultati. A volte le persone hanno bisogno di qualcuno che sappia comunicare con loro, che davanti a un caffé li porti verso il bene. E’ attraverso una sensibilizzazione quotidiana che si possono fare passi in avanti».
Perchè, spiega, quando i giornali raccontano di marocchini finiti al centro della cronaca sono tutti a rimetterci. «Anche le brave famiglie, i lavoratori» si sfoga.
Per questo vuole rivolgere un appello al Comune. Con un messaggio chiaro: «Noi come comunità siamo pronti a fare la nostra parte». Tra le iniziative che ha in mente, un convegno con imprenditrici marocchine e italiane, per mettere in contatto le due realtà. (el.pe)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
