Gazzetta di Reggio

Reggio

«Costretti a vivere in una casa marcia»

di Chiara Cabassa

L’appello arriva da un appartamento di via Pasteur gestito da Acer. L’azienda: «Situazione complessa»

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REGGIO EMILIA. Da un lato una famiglia residente in una palazzina di Fincasa gestita da Acer che lamenta le “condizioni invivibili” dell’appartamento in cui abita da quasi vent’anni.

Dall’altro Acer che dice di conoscere bene la situazione: «Quel fabbricato è stato costruito vent’anni fa, nel 1996, ma è già in pessime condizioni... e la responsabilità non è di Acer». Tradotto: della propria casa bisogna avere cura.

Amanda Gazaf, 26 anni, vive in via Pasteur 10/1 con la sorella di 11, due fratelli e la madre. Amanda, di origini egiziane, è arivata a Reggio da piccola e da allora abita qui.

«Un appartamento pieno di muffa - dice la donna mostrando i muri umidi - appena si entra si sente una puzza terribile e anche gli armadi sono impregnati di umidità. Il fatto è che questa casa è stata costruita male. E’ tutto il giorno all’ombra, non vediamo mai il sole, e negli anni la muffa si è annidata ovunque, nella doccia si fa persino fatica ad entrare. Noi abbiamo più volte avvertito Acer ma si rimbalzano le responsabilità... Alla fine resta tutto uguale. Pensi che un geometra, dopo avere fatto un sopralluogo, ci ha detto che a provocare la muffa è la sporcizia. Si rende conto? Alla fine la colpa è nostra». E dalla notte tra martedì e ieri, la casa è anche allagata: «Si è rotto il boiler - spiega Amanda - e noi siamo sott’acqua. Tutte le stanze sono sott’acqua. Abbiamo i vestiti sui letti, non sappiamo come fare. In realtà è venuto un tecnico a vedere, ma non ho troppe speranze. Qualche tempo fa si era già rotto un tubo e si era allagato il corridoio. Il fatto è che questa casa è marcia. Paghiamo 350 euro al mese, e con le spese di condominio, il gas, la luce e l’acqua arriviamo a mille euro. Ce ne andremmo volentieri... ma siamo in cinque e non possiamo pagare un affitto più alto».

Dall’Acer nessuno nega che la questione sia complessa. «Abbiamo presente la situazione - confermano - e sappiamo che questa famiglia ha presentato domanda in Comune per entrare in graduatoria e ottenere una residenza pubblica. Il fatto è che non ha un punteggio sufficientemente alto per ottenerla. Detto questo, noi ogni volta che ci hanno chiamato per interventi che spettavano ad Acer, abbiamo mandato i tecnici. Anche in quest’ultimo caso, ci hanno avvisato che il boiler era rotto e dopo poche ore il tecnico era sul posto».

Ma questo tempismo non basta a rasserenare Amanda Gazaf, che pare piuttosto agguerrita. «Mia sorella - rincara la dose - per colpa della muffa e dell’umidità fa fatica a respirare e alla notte non riesce a dormire. Il nostro sarà un affitto calmierato, ma vivere in queste condizioni è disumano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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