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Deposito treni di via Talami a Reggio Emilia: 63 piante contro lo smog

di Enrico Lorenzo Tidona
Deposito treni di via Talami a Reggio Emilia: 63 piante contro lo smog

Santa Croce: summit tra i cittadini, Comune, Tper e Fer. In arrivo barriere “verdi” e altre anti-rumore

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REGGIO EMILIA. Ben sessantatré piante di cipresso verranno messe a dimora nel giro di pochi giorni lungo il tratto che separa le rotaie del deposito treni di via Adua con via Cefalonia. E a pagare gli alberelli sarà Tper. Si tratta del primo e più tangibile risultato raggiunto ieri dai 217 cittadini che formano il comitato dei residenti di Santa Croce, da lungo tempo asfissiati dallo smog e dal rumore prodotto dall’accensione dei treni a gasolio in entrata e in uscita dallo storico deposito situato alle porte del centro città, con il quale sono costretti a convivere.

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E' l'esito dell'incontro tra il comitato, il comune di Reggio, Tper e Fer, conclusosi con una stretta di mano. In pratica verrà creata una barriera verde lunga 100 metri in via Cefalonia con i 63 cipressi forniti da Tper e la cui cura sarà affidata al comune di Reggio, rappresentato ieri dall’assessore Mirko Tutino. I cipressi saranno piantati nel terreno verde di proprietà pubblica dove sono già presenti alcuni cedri del Libano: piante, queste, che qualcuno dall’altra parte del tavolo aveva chiesto di tagliare trovando però la ferma opposizione da parte dei cittadini.

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La scelta dei cipressi non è ovviamente casuale: la struttura compatta dell’albero permetterà di formare la barriera che dovrà assorbire le polveri sottili emesse dagli scarichi delle locomotive diesel. Inoltre - è sempre notizia di ieri - la prossima settimana verranno assegnati i lavori per l’insonorizzazione del deposito, che verrà realizzata con l’installazione di pannelli fonoassorbenti interni.

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Per imprimere la giusta pressione, il comitato è ricorso alla chiamata in causa di buona parte dei partiti politici presenti in città, scomodando anche i reggiani a Roma. Il comune ha fatto la sua parte, così come Tper e Fer che sono scese a migliori compromessi. Prima di tutto a inizio anno è già stata ridotta l’accensione dei mezzi del 20% e la movimentazione giornaliera è passata da 40 a 31 mezzi.

Due locomotive ora rimangono ferme in stazione, dove vengono attivate ogni mattina. Spostate anche le locomotive della Dinazzano–Po che vengono accese in deposito in via Talami solo il lunedì mattina per rientrare poi il sabato. Ci vorrà invece qualche mese per la risistemazione dei binari e della strumentazione connessa per consentire l’accensione dei locomotori dietro il magazzino del deposito.

 

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