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Il Museo dell’Auto festeggia i 60 anni con le miss a 4 ruote

di Alessandro Zelioli
Il Museo dell’Auto festeggia i 60 anni con le miss a 4 ruote

Nato nel 1956 dall’idea di Domenico Gentili e Giulio Campari fu mèta di tanti registi in cerca di mezzi da utilizzare nei film

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SAN MARTINO IN RIO. Dopo i 90 anni dell’Aci, Reggio Emilia e la sua provincia si preparano a festeggiare un’altra ricorrenza importante del mondo dei motori. Compie infatti 60 anni il Museo dell’Automobile di San Martino in Rio, un gioiello in terra reggiana per gli amanti delle auto d’epoca che, nella sede di via Barbieri 12, possono trovare pezzi rari in grado di soddisfare ogni curiosità sul mondo dei veicoli storici. Un museo importante, quello di San Martino, che si colloca in piena Motor Valley (terra dei motori), come viene chiamata l’Emilia vista la presenza – nel giro di pochi chilometri – di tante case che hanno fatto la storia dei motori non solo in Italia. L’importanza di avere un museo delle auto nasce dalla simbiosi che motori e industrializzazione hanno vissuto soprattutto nei primi del ’900, quando lo sviluppo del mondo industrializzato egemonizzava tutte le risorse contribuendo a far crescere le Nazioni che hanno saputo cogliere il cambiamento.

LA STORIA. E’ il 1956 quando il bolognese Domenico Gentili, proprietario della Panigal, incontra il sammartinese Giulio Campari dal quale acquista grasso animale per la ditta. Gentili usa già vecchie auto per farsi pubblicità durante il carnevale di Viareggio. Campari gli offre un posto dove custodirle e assieme a Emilio Storchi detto “Barighin” – pure lui di San Martino – si mettono a cercare vecchi autoveicoli. Nel 1958, a Storchi viene proposta una vettura che “dicono sia una Ferrari, ma non ha il cavallino e ha un numero davanti”. Va a Milano – dove la vettura si trova da uno sfasciacarrozze in attesa della demolizione – e vede che si tratta della Auto Avio 815, la prima vettura costruita da Enzo Ferrari per la Mille Miglia del 1940 e portata in gara da Ascari. Porta a casa quel gioiello in alluminio – metallo prezioso per l’epoca – acquistandola a peso. Una trattativa che permette di salvare questo cimelio, poi rimasto restò al Museo fino al 1975.

GLI ANNI ’60. Negli anni ’60 il Museo diventa centro culturale e mèta di tanti registi alla ricerca di vetture da impiegare nei loro film. Sandra Milo, Renato Pozzetto, Henghel Gualdi, Nilla Pizzi, Febo Conti sono solo alcuni dei personaggi passati per il museo. Nel frattempo la collezione cresce finché all’interno del museo finisce lo spazio per le moto e i carri. È a quel punto che diventa Museo dell’Automobile, con 150 mezzi esposti e altrettanti fuori in attesa di sistemazione. Nel 1968 alcune vetture partono da San Martino in Rio, per rientrare all’Alfa Romeo, che aveva organizzato la prima rievocazione della Mille Miglia per festeggiare le 11 vittorie del marchio di Arese, 11 anni dopo l’ultima “Freccia Rossa” corsa nel 1957.

DAGLI ANNI ’70. Nel 1975, Storchi muore e Gentili vende la collezione al socio e amico Mario Righini, già conosciuto per la sua personale collezione. Il Museo viene chiuso e le auto rimaste vengono trasferite presso un privato, per alcuni anni. Nel 1982 un gruppo di amici rileva parte del capannone originale che raddoppia nel 1993 e vi trasferisce la auto che nel frattempo sono aumentate di numero. Non ci sono più i famosi modelli da corsa, come la 815 o la Bugatti 35, ma rimane buona traccia della storia dell’automobile, dal 1900 in poi, compresa la Zedel 18HP della Regina Margherita e la Fiat Nsu Ardita 522, usata dal generale Kesselring nel suo soggiorno romano.

OGGI. Il Museo dell’Automobile di San Martino in Rio, oggi, copre un’area espositiva di 650 mq dove trovano posto una quarantina di vetture, una decina di moto, qualche bici e una sala per riunioni e uffici per svolgere varie attività.

Il Museo fa parte di vari circuiti culturali assieme alla Scuderia San Martino (la squadra sportiva che ha sede nello stesso Museo), è federato Asi (Automotoclub Storico Italiano) e ne condivide lo statuto nel riconoscimento della cultura motoristica internazionale. Il Museo è riconosciuto dalla Fia (Federation International d’Automobile) e fa parte del progetto regionale (Motor Valley) per la valorizzazione del circuito museale motoristico della Regione. Il Museo è aperto al pubblico la domenica mattina, mentre al lunedì sera è possibile svolgere le pratiche relative alle regolamentazioni dei veicoli storici, su appuntamento. L’ufficio è aperto martedì e giovedì mattina.

FESTA. I prossimi 3, 4 e 5 giugno il Museo festeggerà i suoi primi 60 anni con un evento insolito, un raduno di vetture italiane di marche scomparse. Oggi molti conoscono i marchi automobilistici grazie alle case stesse, mentre i marchi scomparsi cadono nell’oblio o al massimo i loro nomi non si associano più al settore auto. Nomi come Ansaldo, Isotta Fraschini, Itala, Scat, Diatto, Bianchi, Ceirano, Aquila Italiana, OM e altri, hanno gettato le basi dell’industria automobilistica, ma sono ormai sconosciuti e vederli girare per la provincia sarà come tornare ai primi del secolo. La manifestazione prevede la sosta a Reggio Emilia, con visita in sala Tricolore e consegna di una bandiera italiana a tutti i partecipanti, ed una sfilata in abiti d’epoca nel centro di Correggio (sabato 4 giugno). Domenica 5, invece, l’evento sarà incentrato su San Martino in Rio.

I dettagli sono in fase di definizione ma le vetture che prenderanno parte a questo evento meritano certamente di essere ammirate da un pubblico competente ma anche fatto di semplici appassionati.

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