La baby squillo: «Il diario è mio»
Ancora in aula la ragazza costretta a prostituirsi dalla madre
BIBBIANO. E’ tornata in aula la ragazza che secondo le accuse la madre avrebbe costretto a prostituirsi quando aveva 16 anni. La giovane, ora maggiorenne, ha parlato ieri pomeriggio nel corso di un’udienza a porte chiuse, protetta da un separè bianco, e ha risposto alle domande di Francesco Maria Caruso, presidente del collegio giudicante.
La parte civile, assistita dall’avvocato Marco Scarpati, è stata chiamata nuovamente in aula perché nella scorsa udienza l’avvocato dell’imputata, Andrea Davoli, aveva chiesto e ottenuto che fosse acquisito agli atti il diario della ragazza, relativo al 2012-2013, quando si verificarono i fatti oggetto del processo.
Per la difesa della madre quel diario contiene indizi significativi, in quanto non c’è alcun riferimento all’attività di prostituzione e soprattutto a dissidi con la madre.
Ieri la ragazza ha confermato che il diario è il suo, ma ha negato che sia stato scritto nei giorni indicati dalle date del diario. Secondo l’avvocato Davoli le risposte della ragazza sarebbero state contradditorie.
Ieri in aula è stato ascoltato anche il maresciallo Andrea Berci di Bibbiano che indagò su chi avesse pubblicato l’annuncio relativo alla minorenne su Reporter. Il comandante ha riferito che fu la società editrice a confermare che la pubblicazione era stata curata dall’imputata, anche se però il maresciallo non vide la fotocopia della carta d’identità.
Il processo si avvia ora verso la conclusione. Nella prossima udienza dovrebbe esserci la requisitoria dell’accusa e l’arringa difensiva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google