La polizia provinciale ha un nuovo comandante
Lorenzo Ferrari alla guida di soli 12 agenti ma l’attività 2015 è stata intensa Centinaia di verbali per caccia e violazioni ambientali, 9 bracconieri denunciati
CASTELNOVO MONTI. Sono solo 12 e coprono il territorio provinciale dal Cusna al Po. Sono gli agenti della polizia provinciale: il comandante, due “amministrativi” che si occupano della parte burocratica e nove “trottole” impegnate sul controllo, la prevenzione e la repressione in vari ambiti, soprattutto caccia e gestione della fauna selvatica, ma anche smaltimento dei rifiuti, gestione dei reflui zootecnici e controllo della circolazione stradale.
Ieri nella sede della Provincia di Reggio Emilia sono state presentate le novità relative alla polizia provinciale: innanzitutto la sopravvivenza del corpo (vedi articolo a lato); poi il cambio al vertice del corpo e il bilancio dell’attività 2015. Il nuovo comandante della polizia provinciale dal 1° gennaio è Lorenzo Ferrari, che ieri ha presentato il report sull’attività 2015. «Numeri decisamente rilevanti – ha detto – nonostante l'ormai cronicamente ridotto organico a disposizione del Comando, che hanno visto gli agenti impegnati anche in campo ambientale e di Protezione civile, nel controllo del polo scolastico di via Makallé e nel rispetto del codice della strada». Nello specifico, la polizia provinciale ha contestato 444 verbali in materia di caccia (332 dei quali, però, relativi solo al mancato rispetto di formalità burocratiche connesse al tesserino dei cacciatori); 9 le persone denunciate alla Procura per bracconaggio o altri reati connessi all'attività venatoria; 4 le denunce nei confronti di ignoti per l’uccisione di animali domestici o protetti. Quanto ai controlli in campo ambientale, la polizia provinciale ha contestato 27 verbali per violazioni connesse allo smaltimento dei rifiuti o alla gestione dei reflui zootecnici. Ha constatato 6 violazioni in materia di pesca e tutela della fauna ittica, 3 violazioni ai regolamenti delle aree protette o della Rete Natura e 6 violazioni tra disciplina della raccolta di funghi e tartufi e prescrizioni di polizia forestale.
I dati relativi ai sequestri, tra amministrativi e penali: 48 verbali per un totale di 50 animali (25 vivi, 25 morti) 40 attrezzi vietati (trappole, tagliole, lacci, richiami acustici eccetera), 6 fucili e 48 munizioni, 3 canne da pesca, 1 tramaglio (rete vietata), funghi ed altro. La polizia provinciale ha gestito tutti i verbali (731) provenienti anche da tutti gli altri enti con potere d'accertamento, quali Municipale, Stradale, Forestale, Arpa, Guardie ecologiche volontarie, guardiacaccia e guardiapesca volontari. I controlli sulla circolazione hanno portato a 151 verbali per violazioni al codice della strada; 7 i veicoli sottoposti a sequestro o fermo. Poi 22 recuperi di animali selvatici feriti e l'appoggio, in numerose situazioni, al Cras Matildico, il soggetto incaricato del recupero degli animali selvatici incidentati o in difficoltà per conto della Provincia. «Nel 2015 sono ammontati a 167.000 euro i danni alle colture agricole accertati prodotti dalla fauna selvatica», ha spiegato Valerio Bussei, dirigente della Provincia, ricordando i circa 300 incidenti stradali provocati, nella maggior parte dei casi, da caprioli.
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