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Ladri “fanno shopping” all’Emporio Griffes

Ladri “fanno shopping” all’Emporio Griffes

Sant’Ilario, il furto a Calerno nella notte tra martedì e ieri. Il titolare: «Non si può più lavorare così»

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SANT’ILARIO. «Ero soddisfatto perché avevano provato a entrare nel negozio di Calerno e in quello di via Guidelli, in centro a Reggio, tante volte senza mai riuscirci. Purtroppo ho cantato vittoria troppo presto». C’è tanta amarezza nella voce di Vino Spallanzani, titolare del negozio Emporio Griffes che, nella notte tra martedì e ieri, è stato “visitato” dai ladri.

«Ero a Montecarlo al Festival del circo – racconta – quando ho ricevuto la brutta telefonata. Ma, anche se fossi stato più vicino, avrei potuto fare ben poco».

I ladri, infatti, dopo aver manomesso le telecamere del circuito esterno di videosorveglianza e aver forzato la porta d’ingresso, hanno ripulito il negozio nel giro di due minuti. «Sappiamo tutto perché le telecamere del circuito interno non sono state girate verso il soffitto e hanno registrato il furto – spiega il titolare dell’Emporio Griffes –. I ladri erano in tre, tutti con il passamontagna calcato sul viso. Hanno lavorato alla porta per circa una ventina di minuti, poi, dopo essere riusciti a forzarla, sono volati dentro e hanno rubato i vestiti che erano a portata di mano. Oltre a 400 euro dalla cassa».

Il colpo è stato compiuto all’insegna della fretta perché, come rivela Spallanzani, «non hanno rubato capi particolarmente costosi».

«Diciamo che poteva andarci peggio – aggiunge il titolare, cercando di cancellare l’amarezza con un sorriso – perché oltre a rubare circa 60 giubbotti di pelle non hanno preso molti vestiti di marca. Potevano rubarci anche le pellicce, per esempio, ma fortunatamente non le hanno trovate».

«È ora che le cose cambino – commenta, furiosa, la commessa Cinzia – non si può andare avanti così. E lo dico anche come cittadina. Quelli che non rispettano la legge vanno presi e puniti seriamente, perché ormai non siamo più sicuri da nessuna parte».

«Purtroppo – aggiunge Spallanzani – a queste condizioni viene meno la voglia di lavorare. Come si può continuare a fare onestamente il proprio lavoro se ogni notte il sonno viene rovinato dall’allarme che suona e dalla polizia che ti chiama per un tentato o, come in questo caso, riuscito furto? Queste persone fanno i ladri di mestiere, sanno quello che fanno, sanno dove colpire. Quelli che sono venuti da noi, per esempio, sapevano dove erano le telecamere e come manomettere l’allarme. E hanno fatto in modo che non venisse ripreso il furgoncino su cui sono fuggiti. A noi – conclude laconico – non resta altro che raccogliere i cocci e andare avanti. Abbiamo già cambiato antifurto e serrature, ora dobbiamo solo rimpiazzare la merce che ci è stata sottratta e sperare di non essere più presi di mira». (m.r.)

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