Lettere false per spillare soldi ai cittadini
Canossa, scritte su carta intestata del Comune formulano le richieste più bizzarre. Il sindaco: «Non pagate, è una truffa»
CANOSSA. Non c’è pace, a Canossa. Dopo le lettere – anonime e diffamatorie – spedite al sindaco e ad alcuni cittadini nei mesi scorsi, infatti, nelle cassette della posta dei residenti hanno fatto capolino altre strane missive. E se nella prima “tornata” i mittenti senza nome accusavano il primo cittadino di cattiva gestione del Comune, nelle lettere della seconda vengono chiesti addirittura dei soldi. Parecchi soldi. «L’aspetto più grave della faccenda – rivela, preoccupato, Luca Bolondi – è che la richiesta è fatta a nome del Comune, quando il Comune in questa riscossione non c’entra assolutamente nulla».
Prendendo spunto dalle lettere che, solitamente, l’amministrazione comunale manda ai cittadini per dare loro comunicazioni scolastiche o, ad esempio, per chiedere accertamenti sul pagamento della Tari, qualcuno ha scritto e inviato missive molto credibili (e per questo pericolose). «Queste lettere false, nel senso che non sono state mandate dall’amministrazione – spiega Bolondi – riportano il logo del Comune, un numero inesistente di protocollo e il mio indirizzo e-mail in calce. A una prima occhiata, quindi, possono essere scambiate per vere».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12816823:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12816823:1649483267/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
A fare la differenza è la firma del sindaco, presente nelle comunicazioni ufficiali e assente nelle lettere false. «Se non mi avesse telefonato un cittadino per chiedere un chiarimento in merito alla missiva trovata nella sua buca della posta – svela Bolondi – non avrei mai scoperto questa truffa. Ho subito chiamato i carabinieri e ho sporto denuncia, spero che riescano a risalire al più presto ai responsabili».
Nel frattempo, però, la preoccupazione rimane, anche perché tante altre persone sono andate in municipio con queste strane lettere in mano.
«A qualcuno è arrivata la richiesta, da parte dell’Ufficio riscossione crediti dell’Unione, di 10mila euro. A una parrucchiera, invece, un fantomatico Ufficio Ambiente del Comune ha chiesto mille euro perché le lacche usate nel suo lavoro hanno contribuito ad allargare il buco dell’ozono. Ad altri è stato comunicato che il Comune sta effettuando controlli per il tumore alla prostata: è stato chiesto di presentarsi in municipio con un profilattico».
Nonostante il tono goliardico di alcune richieste, tuttavia, è molto difficile catalogare il tutto come una bravata.
«Sono molto preoccupato – spiega il sindaco – perché non credo sia una ragazzata. Intanto queste lettere sono sbucate proprio nei giorni in cui, dal Comune, sono partite circa 400 missive per accertamenti sulla Tari e comunicazioni riguardanti la scuola, come se qualcuno avesse voluto confondere apposta i cittadini. Poi perché per i pagamenti è indicata la banca (per fortuna non l’Iban) a cui è affidato il servizio di tesoreria del Comune. E infine perché chi ha falsificato le lettere sembra conoscere bene gli uffici, le prassi e il linguaggio delle amministrazioni comunali. Visto che solo qualche mese fa abbiamo ricevuto missive anonime dai contenuti diffamatori – aggiunge – non riesco a togliermi dalla testa che le due vicende siano collegate. Non riesco a capire il motivo, ma è come se qualcuno volesse a tutti i costi screditare questa amministrazione, disturbandone in modo malsano il lavoro. Queste missive false vanno a minare il rapporto di fiducia tra cittadino e amministrazione».
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