Seta, autisti in rivolta: «Spiati a distanza»
Dopo il divieto di smartphone, entra in funzione un cervellone elettronico per sanzionare ritardi e anticipi sulle corse
REGGIO EMILIA. Il Jobs Act sale sugli autobus Seta. Fra i tre ordini di servizio aziendali che hanno fatto scattare da martedì lo stato di agitazione sindacale, infatti, c’è anche quello sui controlli a distanza satellitari degli autisti. I provvedimenti in questione sono stati affissi in bacheca lunedì, sulla scia delle nuove norme previste dal decreto legislativo 151 del 2015.
Nei bacini serviti da Seta, da anni sono installati dispositivi satellitari di controllo dei movimenti dei bus e delle possibili disfunzioni. La “torre di controllo” che governa il sistema è a Reggio: in una sorta di maxischermo, ad ogni autobus corrisponde un puntino verde o rosso, nel caso in cui il mezzo sia in orario o in ritardo. Ebbene, d’ora in poi, «nel rispetto della privacy», questi sistemi in Seta potranno essere impiegati «per ogni finalità connessa al rapporto di lavoro e quindi anche per i rilievi disciplinari», si legge nell'ordine di servizio.
In sostanza, si potranno controllare così in modalità hi-tech eventuali pause non giustificate del bus di turno, così come anomalie, anticipi e ritardi vari. Questi controlli in Seta finora sono stati sempre portati avanti, ma tramite controllori e operatori sul posto, che verificavano il comportamento dei singoli autisti.
Gli altri due contestati ordini di servizio riguardano il divieto per gli autisti di usare il cellulare durante la guida, auricolari o meno e la gestione delle ferie. Se il “niet” agli smartphone disinvolti ha già fatto discutere, il secondo capitolo coinvolge in realtà solo gli operatori degli impianti fissi, ai quali Seta ha chiesto di comunicare un piano ferie estivo entro il 31 marzo. Di fronte ai tre ordini dell’azienda, le segreterie regionali dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fn-Ugl, Faisa Cisal hanno quindi proclamato lo stato di agitazione.
L’accusa è centrata sul metodo: si ritiene che l’azienda, anche e soprattutto nei suoi ultimi provvedimenti, abbia scavalcato i sindacati. Nel mirino, oltre al presidente modenese di Seta, Vanni Bulgarelli, c’è soprattutto il neo direttore generale Roberto Badalotti, reggiano: i sindacati gli contestano di averli convocati separatamente, poi di aver annullato gli incontri e infine di aver emesso gli ordini.
Da Seta, invece, sarebbero state le stesse organizzazioni dei lavoratori ad aver disdettato l’incontro di martedì. Il braccio di ferro prosegue. Ma i sindacati accusano anche che sarebbe già andato a segno l’ordine con cui è stato applicato il Jobs Act nel capitolo del controllo a distanza satellitare degli autisti.
A Reggio, infatti, le contestazioni e le sanzioni disciplinari sono arrivate prima della diffusione del provvedimento. Seta però non conferma: «Non ci risultano casi concreti, abbiamo soltanto avvisato il personale che le contestazioni potranno esserci in futuro».
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