Stupri e ricatti, ex poliziotto a processo
Il ministero dell’Interno si è costituto parte civile contro l’ispettore - oggi in pensione - accusato da alcune prostitute
REGGIO EMILIA. Il ministero degli Interni si è costituito parte civile contro l'ispettore di polizia, ora in pensione, accusato di concussione e violenza sessuale da alcune prostitute che avrebbe minacciato e indotto a fare sesso con lui. Il processo nei confronti del 57enne Antonio Fazzolari, è iniziato ieri mattina in tribunale di fronte al collegio presieduto da Francesco Maria Caruso, giudici a latere Cristina Beretti e Andrea Rat.
Il pm Maria Rita Pantani, che ha coordinato le indagini della squadra mobile, ha chiesto che siano ascoltati 30 testimoni, tra cui due ragazze rumene che hanno accusato l'agente di violenze, altre prostitute e poliziotti della questura di Reggio dove l’imputato ha lavorato a lungo. Testimonierà anche un avvocato, che diede inizio all'inchiesta dopo aver raccolto la confidenza di una ragazza.
Le prostitute che hanno denunciato gli episodi di violenza hanno comunque già reso le loro dichiarazioni nel corso di un incidente probatorio, che è stato disposto dal pm proprio per evitare che fossero poi irreperibili al momento del dibattimento.
Il legale difensore dell’ex poliziotto, Mauro Mocchi, ieri sostituito in aula dalla collega Elena Patrucchi, ha depositato una lista di 31 testimoni, molti dei quali in comune con l’accusa. I difensori hanno chiesto anche di ascoltare chi ha effettuato la perizia sul materiale informatico sequestrato in questura e a casa dell’ex ispettore, in particolare documenti che testimoniano le attività di servizio di Fazzolari.
I difensori dell’ex poliziotto si sono opposti alla costituzione di parte civile del ministero dell'Interno, ritenendo che dato il reato contestato non ne avesse titolo, mentre il pm Pantani ha sostenuto la tesi opposta, dal momento che il ministero avrebbe subito un danno d’immagine. Il collegio giudicante dopo una breve camera di consiglio ha deciso di accettare la costituzione di parte civile, presentata dall’avvocato Mario Zito.
La delicata vicenda dell’ex ispettore è emersa nel 2014. Sotto accusa ci sarebbe il suo comportamento con alcune prostitute, che avrebbe ricattato.
I fatti che gli vengono contestati si sarebbero svolti nell'arco di circa due anni, dal giugno del 2011 all'estate del 2013, quando l’uomo lavorava alla squadra volanti. Ad accusarlo sono alcune rumene che lavorano sulla strada. La denuncia che ha fatto scattare le indagini sarebbe partita proprio da una di loro. Stanca, si dice, di subire ciò che sentiva come un sopruso. Si sarebbe confidata con il suo legale. Il quale, poi, si sarebbe rivolto alla procura denunciando tutto quanto.
Cosa accedeva sulla strada? Secondo quanto si ipotizza, l'uomo avrebbe avvicinato le ragazze ma non per fare il lavoro che ci si aspetta. Se queste non gli si fossero concesse, lui faceva loro intendere che avrebbero passato guai con la giustizia. Gli episodi incriminati sono più di uno. E da quello che trapela sarebbero avvenute durante il servizio.
Quando la vicenda era ancora nelle fasi delle indagini preliminari l’avvocato difensore Mocchi aveva parlato di accuse «infondate, gravissime e infamanti» nei confronti di una persona «che ha servito lo Stato per oltre 30 anni» da parte di persone che aveva controllato «nell’esercizio delle sue funzioni».
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