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Uccise a coltellate un connazionale, la polizia lo rimanda in Albania

Uccise a coltellate un connazionale, la polizia lo rimanda in Albania

Condannato nel 2005 a 19 anni di carcere per l'omicidio di un muratore di 28 anni, Bledar Arapaj è uscito in questi giorni dal carcere di Volterra dopo uno sconto di pena. Ad attenderlo, la polizia che lo ha condotto al Centro di identificazione ed espulsione di Bari, da dove sarà rimpatriato in Albania

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REGGIO EMILIA. Dopo aver scontato tredici anni di carcere per omicidio, ora sarà rimpatriato in Albania. E' la sorte di Bledar Arapaj, uno degli autori del "delitto dell'Autoscuola", la furibonda lite tra albanesi - in cui ci scappò il morto - avvenuta 13 anni fa all'esterno dell'Autoscuola Pezzi, in viale Umberto I, a pochi passi dal centro di Reggio Emilia.

Gli agenti della polizia di Stato del commissariato di Volterra hanno infatti materialmente eseguito, dopo un viaggio di svariate ore l'accompagnamento di Bledar Arapaj dal carcere toscano fino al Centro di indentificazione ed espulsione di Bari. Da lì, l'albanese dovrà essere poi rimpatriato in Albania nei prossimi giorni. Nel 2005 la condanna in primo grado a 19 anni, poi confermata in Appello.

In particolare, nel 2007 l'Appello conferma le condanne anche per gli altri 5 imputati In particolare, la Corte d'assise d'appello di Bologna aveva confermato le condanne a 19 anni di carcere per gli esecutori dell'accoltellamento (il 25enne Bledar Arapaj e il 29enne Pulumb Xhuvelaj), non modificando neppure le pene per il 25enne Kreshnik Dauti e il 21enne Sazan Arapi (per entrambi 17 anni e 4 mesi) nonché per il 24enne Zladet Arapaj (14 anni).

Respinto due volte dalla Corte il patteggiamento (con sconto di pena) chiesto dagli avvocati difensori, con l'accordo del pm. In secondo grado è stata solo «limata» la condanna per il 22enne Emiliano Belaj condannato a 14 anni.
 

Il 12 novembre del 2003, poco dopo le 22, fuori dell'autoscuola «Pezzi» _ in viale Umberto I _ scoppia una lite furibonda. Alla fine tre persone rimangono a terra, gli altri fuggono: Behar Myzyri, muratore albanese di 28 anni, colpito da quattro coltellate, è privo di vita.

I suoi due fratelli, Perparim e Gezim, sono a terra feriti anche loro da alcuni fendenti: ricoverati al Santa Maria e operati d'urgenza, saranno dichiarati fuori pericolo dopo qualche giorno. Già poche ore dopo l'omicidio, la polizia era riuscita a ricostruire quanto accaduto: una lite sfociata nel sangue fra due fazioni di giovani albanesi che erano all'autoscuola per assistere a una lezione di scuola guida.

I protagonisti di questa vicenda verranno individuati: sei albanesi, di cui due ancora latitanti. Bledar Arapaj e Kreshnik Dauti finiscono in manette al porto di Ancona: avevano tentato di fuggire in Albania, ma erano stati intercettati sulla nave nel porto greco di Patrasso e rispediti in Italia dalla polizia.
 

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