William Cocconcelli, il medico di paese da 38 anni va in pensione
Il “baluardo” della sanità di San Martino in Rio saluta la comunità che ha curato per una vita intera
SAN MARTINO IN RIO. Uno dei punti di riferimento del mondo della sanità del paese all’inizio dell’anno è andato in pensione: si tratta del dottor William Cocconcelli, medico di famiglia, conosciutissimo e molto amato a San Martino in Rio, e per anni vice presidente dell’ordine dei medici di Reggio. Una vera e proprio istituzione. Cocconcelli si è ritirato a 68 anni. Il professionista è nato a Massenzatico e successivamente si è trasferito a Mancasale fino al trasloco a San Martino in Rio nel 1977.
«Ho iniziato a esercitare subito appena laureato all’ospedale Sant’Agostino di Modena – racconta Cocconcelli, riepilogando le tappe salienti della sua carriera – ma io preferivo fare il medico di famiglia, quindi sono uscito volontariamente dall’ospedale, non senza ricevere le sgridate da parte del primario e dei colleghi che mi rimbrottavano di lasciare il cosiddetto posto sicuro. Inizialmente ho fatto sostituzioni, poi sono stato medico “condotto” a Reggiolo fino a quando, nel 1977, è deceduto prematuramente il dottor Pierino Alberti. Ho esercitato da quel momento, come medico di famiglia per tantissimi anni a casa mia, in via Rivone».
Quali sono le caratteristiche che più l’hanno motivata nel corso della sua carriera?
«Ho cercato nel mio piccolo di alleviare le pene, le sofferenze, cercando di guarire le malattie dei pazienti – prosegue Cocconcelli – Negli anni Settanta il medico faceva un po’ di tutto. A Reggiolo ricordo che si faceva anche piccola chirurgia, estrazioni dentarie, si suturavano le ferite. Si toglievano le cisti sebacee del cuoio capelluto. Poi con l’avvento della medicina moderna questi interventi non si possono più fare nei nostri ambulatori e il paziente si reca presso il pronto soccorso. Allora non c’era ancora la guardia medica, quindi eravamo medici h24. Rare erano le notti in cui non ci si alzava e non esistevano giorni di festa… Allora non esistevano i computer: le cartelle si compilavano tutte a mano. Il contatto con la gente mi è sempre piaciuto e mi piace. Ho lasciato anticipatamente perché noi medici di famiglia possiamo continuare a lavorare fino a 70 anni: il cuore che comincia a fare degli scherzetti e ho detto basta. Se ho potuto fare il medico a tempo pieno lo devo anche all’aiuto avuto in tutti questi anni da parte di mia moglie Donatella Morselli, nonché collaboratrice, che mi ha supportato per tantissimi anni, a prendere le chiamate, gli appuntamenti, a trascrivere le ricette».
«Fondamentale poi anche l’aiuto delle infermiere del servizio domiciliare, che attiviamo per pazienti che necessitano di assistenza domiciliare integrata. Si tratta di pazienti che non riescono più a venire in ambulatorio, come i malati oncologici».
Continuerà ad essere a disposizione dei pazienti che le verranno a fare visita?
«Chiaro che tanti miei pazienti mi hanno chiesto di questa scelta di lasciare un anno prima. – conclude il dottor Cocconcelli – Ho spiegato che le mie condizioni di salute non me lo consentivano più. Ma per chi mi chiederà un consiglio io ci sarò sempre. Dopo tanti anni chiaro che se un mio paziente suona alla porta e mi chiede un parere glielo darò. Colgo l’occasione – conclude il medico – per ringraziare, da parte mia e di mia moglie, di tutta la fiducia e l’affetto che i pazienti mi hanno accordato in questi anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
