Accoltellò un cliente, bar chiuso un mese
Baiso: ordinanza dopo l’aggressione del 12 gennaio in cui il barista (scarcerato con obbligo di firma) ferì un 47enne
BAISO. Trenta giorni di chiusura obbligata per motivi di pubblica sicurezza. Li dovrà rispettare il bar “Da Andrea” sulla fondovalle Tresinaro, lo storico Cà Bartuchin dove il 12 gennaio scorso il 51enne barista Andrea Tamagnini ha accoltellato il 47enne carpinetano Tiziano Gatti, dopo una discussione nata per una ragazza che lavora nel locale.
Tamagnini è stato arrestato la sera stessa con l’accusa di tentato omicidio e liberato alcuni giorni dopo, mentre Gatti è stato dimesso dopo poche ore di ricovero: la lama puntata verso il cuore non ha fatto danni perché lo stesso Gatti è riuscito a parare il colpo con le mani.
La sera dell’arresto i carabinieri avevano inoltre sequestrato l’arma usata per l’aggressione, una baionetta con una lama di 15 cm di lunghezza usata per pulire i prosciutti, e una pistola scacciacani che Tamagnini teneva dietro al bancone.
I carabinieri hanno ovviamente aperto un fascicolo che ha raccolto sia la gravità dell’episodio in sé sia il forte impatto avuto sul territorio montano, dove l’accoltellamento è diventato l’argomento del mese. I militari della compagnia di Castelnovo Monti hanno avanzato al questore una richiesta di blocco temporaneo del lavoro del locale per un mese, e il questore ha accolto la domanda.
Ha quindi emanato un provvedimento di sospensione per trenta giorni dell’attività di somministrazione di bevande e alimenti all’interno del locale. Questo provvedimento è diventato esecutivo dalla serata di mercoledì, quando i carabinieri castelnovesi lo hanno notificato al gestore. Perciò per il prossimo mese chi percorrerà la fondovalle Tresinaro fra Carpineti, Baiso e Viano troverà le insegne abbassate, come accaduto spesso in questo periodo visto che dopo la turbolenta serata del 12 gennaio “Da Andrea” è praticamente sempre rimasto chiuso.
Tamagnini è stato rilasciato dopo alcuni giorni di carcerazione con l’obbligo di firma, e quindi quotidianamente deve presentarsi alla caserma dei carabinieri per compilare il registro. Gatti invece non ha avuto particolare problemi nonostante i numerosi colpi ricevuti. Oltre a quello al torace che avrebbe potuto avere conseguenza gravissime, infatti, è stato ferito anche alla mano e al ginocchio sempre con la baionetta. La discussione è iniziata a parole per poi scaldarsi sempre più quando Tamagnini ha cercato di sferrare dei pugni al 47enne carpinetano.
Gatti è riuscito a parare il primo attacco facendo infuriare sempre più il barista che, a quel punto, ha tirato fuori la lama usata per gli insaccati, peggiorando ulteriormente la questione. (adr.ar.)
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