Reggio Emilia, centinaia di docenti senza stipendio
Esplode la rabbia dei precari “a secco” negli ultimi quattro mesi. E gli arretrati vengono pagati con il contagocce
REGGIO EMILIA. Neppure l'ultima tranche, pagata il 19 gennaio a 132 mila aventi diritto, ha risolto il problema degli insegnanti precari che non avevano ricevuto lo stipendio degli ultimi quattro mesi del 2015. Gli arretrati continuano ad essere corrisposti con il contagocce. Nella migliore delle ipotesi rimane ancora scoperto dicembre. Nè si capisce con quale criterio sia stata data la precedenza ai meno sfortunati.
Anche nella nostra provincia sono centinaia i docenti in queste condizioni. In maggioranza sono donne provenienti da altre regioni, perlopiù dal Meridione, obbligate a sostenere le spese dell'affitto e del proprio mantenimento con il denaro anticipato dalla famiglia d'origine o dal coniuge. E molte hanno figli da mantenere.
Laura Zanichelli è reggiana, ha una figlia di due anni e mezzo e un marito con un'attività autonoma appena avviata che non gli procura un reddito regolare e sufficiente. Come tanti colleghi, s'è rivolta ai sindacati per far valere la propria esasperazione e sollecitare i pagamenti dovuti. L'ha fatto prima di scoprire tramite la banca che i ministeri dell'Istruzione e dell'Economia le avevano liquidato almeno (bontà loro) le mensilità di ottobre e novembre.
“Sto lavorando nella scuola media Don Pasquino Borghi di Rivalta dall’inizio dell’anno - aveva scritto Laura Zanichelli alla Flc-Cgil - ma finora ho ricevuto soltanto lo stipendio di settembre. Di pazienza non ne ho più. Non ho più voglia di aspettare i tempi e i sentimenti degli altri. Lavoro nella scuola da otto anni e non merito questo trattamento”. L'insegnante ci tiene a precisare che la colpa del ritardo non è da attribuire alla sua scuola: “La segreteria - spiega - ha inviato regolarmente il mio contratto a chi di dovere, ma, da quanto ho appreso dal sindacato e da articoli pubblicati su Internet, il Ministero dell'Istruzione non ha i fondi per i precari e continua a rimandare i pagamenti”.
Ciò che la fa indignare è che, invece, il Governo ha trovato il denaro per corrispondere ai docenti di ruolo il bonus di 500 euro da spendere per l'aggiornamento.
«Quei soldi - polemizza - li ha già dati ai colleghi che si trovano sulla stessa barca. Infatti la sottoscritta, pur avendo un contratto a tempo determinato, espleta le stesse, identiche funzioni di chi ne ha uno a tempo indeterminato». Ieri, finalmente, ha appreso che le erano stati pagati i mesi di ottobre e novembre: “Però - obietta - la cifra è inferiore al dovuto. E non riesco a controllare». Laura Zanichelli si è diplomata all'istituto magistrale nel 2001. Poi s'è laureata in lettere a Parma. Ha fatto le prime supplenze nella scuola elementare, per la quale è abilitata.
E' ancora più difficile la situazione di Antonella Valerio, docente precaria di matematica applicata nell'istituto Gobetti di Scandiano, la quale denuncia: «Mi sono state pagate soltanto la settimana di supplenza fatta in settembre e la mensilità di ottobre. Aspetto ancora gli arretrati di novembre e dicembre».
Nativa di Formia, in provincia di Latina, Antonella Valerio ha girato la penisola da un capo all'altro. A Bologna s'è laureata in fisica, ha conseguito il dottorato di ricerca e ha svolto attività di ricercatrice universitaria. Poi ha lavorato ha Bolzano, s'è abilitata a Udine, ha collaborato con l'università di Bari e finalmente s'è stabilita a Reggio per insegnare: «Qui - riferisce - devo pagare l'affitto e le bollette. Mi aiutano i miei genitori settantenni».
«Gli arretrati - protesta Elvira Meglioli, segretaria della Flc-Cgil - vengono pagati a spizzichi e bocconi, non si capisce con quale criterio. Probabilmente il sistema li eroga finchè ha denaro a disposizione. Poi li blocca a caso. Fino all'anno scorso i fondi occorrenti venivano accreditati alle singole scuole, che spesso erano in ritardo. Abbiamo ottenuto che fossero corrisposti direttamente dal ministero, ma siamo passati dalla padella alla brace».
«I precari - aggiunge Monica Leonardi della Cisl scuola - sono disperati. Tanti si sono rivolti a noi e in dicembre ci siamo recati dal prefetto a protestare, ma il problema non è ancora stato risolto».
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