Misterioso rogo a un casolare, il proprietario: «E’ una vendetta»
Correggio, il padrone dell’edificio distrutto dalle fiamme è un 22enne operaio marocchino che voleva trasferirsi con tutta la famiglia
CORREGGIO. Un incendio devastante, che avrebbe potuto avere conseguenze peggiori se non fossero intervenuti in modo massiccio i vigili del fuoco, e su cui si allunga l’ombra del dolo.
È avvenuto venerdì mattina, intorno alle 10.30, in via per Reggio, la strada che collega Correggio al capoluogo. Ad andare in fiamme è stato un casolare che un giovane 22enne di origine marocchina si era appena aggiudicato attraverso un’asta del Tribunale di Reggio. Tra pochi giorni, infatti, il ragazzo e la sua famiglia, composta in tutto da cinque persone tra madre, padre, sorella e cugino, avrebbe dovuto trasferirsi nel casolare di via per Reggio. Ma il rogo ritarderà certamente l’ingresso.
Le fiamme si sono sprigionate al piano terra, ma il fumo si è presto esteso a tutte le stanze dell’abitazione, compreso il piano superiore. Nella casa che si apprestava ad occupare, il proprietario dice di avere sorpreso più volte alcune persone, pare nomadi, sostare abusivamente.
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Il 22enne passando a controllare l’immobile, ha notato i lucchetti rotti e, successivamente, il fumo che partiva proprio dall’abitazione.
E sempre il giovane ha le idee chiare sulla causa dell’incendio: «Mi hanno bruciato la casa per vendetta, perché altrimenti il Tribunale avrebbe dovuto cacciare con la forza gli inquilini che in questi mesi l’hanno occupata pur senza averne il diritto – afferma il ragazzo – Io sono passato per controllarla ma ho trovato questa orribile sorpresa. Fumo, fiamme, lucchetti rotti. Non escludo, poi, che al momento in cui sono partite le fiamme ci fossero delle persone all’interno della casa, ma le utenze non erano ancora state allacciate e non risulta nessun ferito.
"Per questo le cause dell’incendio non possono essere attibuite a corto circuito o a fughe di gas. Qui siamo in campagna, se qualcuno vuole fuggire ha la strada facile e si può dileguare scappando per i campi. Sono in Italia da 6 anni, faccio l’operaio in una fabbrica di Reggio, città dove io e la mia famiglia viviamo. Non ci sono altri motivi per cui qualcuno può aver dato fuoco alla mia casa: volevano vendicarsi perché tra un po’ avrei dovuto stabilirmi lì definitivamente» – conclude il giovane mentre osserva le operazioni di spegnimento delle fiamme, insieme ai suoi genitori arrivati sul posto insieme al ragazzo. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12822367:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12822367:1649478324/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Per spegnere il rogo sono intervenuti i vigili del fuoco suddivisi in cinque squadre: tre da Reggio e due da Carpi, con tre camion. Sul caso indagano i carabinieri, che ieri mattina sul posto hanno raccolto tutte le informazioni utili per ricostruire l’esatta dinamica e soprattutto per verificare l’ipotesi del dolo. La circolazione a causa dell’incendio, poi, è stata regolata a senso unico alternato durante le operazioni dei vigili del fuoco.
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