«Costa non scarichi su di noi i doveri Pd»
I capigruppo d’opposizione a Brescello rimandano le critiche al mittente: «Stupisce che alzi la cresta»
BRESCELLO. Hanno avuto la possibilità di far decadere il sindaco – come prevede il punto 4 del comma b dell’articolo 141 del Tuel (Testo unico degli enti locali), a fronte della possibile riduzione dell’organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del consiglio – ma hanno preferito lasciare al Pd l’incombenza di sbrigare l’intricata matassa, rinunciando a fare da “stampella” a un partito che, da solo, non è ancora riuscito a far decadere il primo cittadino.
I gruppi di opposizione brescellesi “Onestà civile” e “Brescello onesta”, rispettivamente rappresentati da Luciano Conforti e Catia Silva, intendono replicare al segretario provinciale del Partito democratico, Andrea Costa, che in un’intervista rilasciata mercoledì sera all’emittente locale Telereggio avrebbe puntato il dito contro i due gruppi, che hanno avuto la possibilità di chiudere l’avventura dell’amministrazione targata Coffrini.
«Costa – afferma Conforti – dovrebbe ricordarsi che le opposizioni, in questa vicenda, di colpe non ne hanno. In una telefonata del febbraio 2014 gli dissi che l’eventuale elezione di Coffrini avrebbe comportato dei problemi: non mi ha voluto ascoltare e adesso tocca al Pd togliere chi hanno messo. Se avverrà lo scioglimento, con conseguente commissariamento del Comune, non sarà certo una nostra responsabilità».
«Stupisce che il Pd – aggiunge Catia Silva, che non ha mai lesinato critiche e ribadisce la sua posizione – alzi la cresta dopo aver trascorso 14 mesi con un atteggiamento da struzzo, di chi vuole nascondere la testa sotto la sabbia. Avremmo anche potuto dimetterci, ma chi ci assicura che all’ultimo secondo non si possa verificare un ripensamento dei quattro non eletti della lista “Pasquino”? Non è un problema nostro se Costa non è stato in grado di far dimettere i propri tesserati, nè tantomeno chi non è tesserato, ma Coffrini è stato eletto con i voti Pd. Non è giusto accusare le minoranze: si ricordi che noi della Lega in questi mesi abbiamo subìto calunnie, minacce e anche lettere anonime».
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