Disabile senza il trasporto per il lavoro
Fabbrico: la situazione di una 42enne. Il sindaco Terzi: «Stiamo cercando una soluzione»
FABBRICO. È disabile e si è trasferita da un anno e mezzo a Fabbrico, ma, a differenza del comune dove viveva prima, Concordia, il trasporto fino al luogo di lavoro ora non le viene più garantito. È la storia di Fabiana Marchetti, 42 anni da compiere a marzo, la quale vive insieme al suo compagno a Fabbrico, dopo essersi trasferita da Concordia. «Sono una ragazza disabile, ho trovato una casa a Fabbrico e ho preso la residenza qui, ma dopo ripetuti tentativi, i servizi sociali non mi concedono il trasporto fino al luogo di lavoro, la Mta di Rolo, dove mi occupo di confezionamento e assemblaggio oggetti dal 2003, perché dicono che qui non è previsto – spiega Fabiana – Tuttavia il tribunale dell’ammalato mi ha detto che in realtà mi potrebbero aiutare tramite un servizio di volontariato. A Concordia, dove vivevo prima, potevo beneficiare di un trasporto organizzato dall’Asp tramite il quale non pagavo tantissimo: 50 euro al mese. E se andavo a lavorare meno giorni rispetto a quelli previsti, pagavo meno, in proporzione al servizio di cui usufruivo». Il Comune conosce bene il caso di Fabiana e da tempo ha preso in mano la situazione per cercare di trovare una soluzione. «Stiamo lavorando da parecchio sulla situazione di Fabiana Marchetti – conferma il sindaco Maurizio Terzi - Stiamo cercando una soluzione e abbiamo evidenziato il problema anche ai servizi sociali. Noi oggi non siamo dotati di un servizio che permetta di accompagnare persone singole con questi problemi sui luoghi di lavoro. Abbiamo un servizio che veniva organizzato dalla Croce Rossa, e dall’inizio di quest’anno, dall’Rsa di Fabbrico con un mezzo del Comune. È pensato per accompagnare gli anziani alla Rsa e prevede un autista che conduce un mezzo dotato di attrezzature apposite quali la pedana per disabili. Per il caso Marchetti i servizi sociali hanno vagliato soluzioni alternative, contattando qualcuno che lavora in zona e che magari poteva proporsi di accompagnarla perché collega della signora o vicino al luogo di lavoro», conclude il sindaco Terzi. (s.a.)
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