Ferrari resta sempre in pole-position
Al primo posto sia in ambito nazionale che provinciale. Poi arrivano quelli di casa nostra: Ferretti, Montanari, Catellani
REGGIO EMILIA. In Italia esistono 350 mila cognomi. Alcuni simpatici, curiosi, scherzosi. Altri anonimi, tanto da passare inosservati, senza infamia e senza lode. Altri ancora persino imbarazzanti. E di fronte a cognomi rarissimi, che sembrano addirittura frutto di un errore dell’uffico anagrafe, ce ne sono alcuni talmente diffusi da monopolizzare comuni, province e regioni. Il cognome dice molto di noi e chi ha curiosità e pazienza può risalire a geneologie interessanti e spesso impreviste. Anche perché se è il nostro nome a non piacerci, non resta che attribuire il cattivo gusto a mamma e papà. Quando invece è il nostro cognome che accettiamo con difficoltà, la strada da percorre per risalire ai “colpevoli” è ben più lunga e ostica. Certo, alla fine, si può sempre fare la scelta più radicale e ripassare dall’anagrafe... ma questa è un’altra storia.
La classifica dei venti cognomi più diffusi a Reggio e provincia ripercorre in parte quella nazionale. Con alcuni cognomi identici e altri invece che fanno la differenza. A sbaragliare ogni concorrenza in pole position è Ferrari (26.204 a livello nazionale, 1.566 in provincia di Reggio) seguito da Rossi (45.677 a livello nazionale e 714 nel Reggiano). Mettendo da parte questi due cognomi che dominano alla grande dalla Val d’Aosta alla Sicilia, vediamo cosa succede a Reggio e sul territorio provinciale. Dove a Ferrari seguono Ferretti (759) e Montanari (747) per poi ritrovare Rossi. E per poi ricominciare dai cognomi reggiani doc: da Catellani a Sassi passando per Menozzi, Magnani, Barbieri, Incerti, Guidetti e via tutti gli altri.
Se vogliamo fare un passo in più, è interessante vedere su quali coordinate geografiche si muovono i cognomi reggiani. Perché se i Montanari sono concentrati in sostanza sulla via Emilia, i Guidetti sono più circoscritti nel Reggiano con qualche “scheggia” in Piemonte e Lombardia. E così come i Catellani e i Menozzi governano sull’Emilia, i Corradini sono sparsi in tutto il Nord Italia pur avendo il loro quartiere generale in Emilia e per l’appunto nel Reggiano.
Tra le origini dei cognomi ci sono provenienza geografica e mestiere. Prendiamo due cognomi doc: Montanari e Barbieri. Montanari deriva da soprannomi legati alla provenienza montanara del capostipite o dai vari toponimi sparsi in tutta la nazione. E se Montanari è prettamente emiliano non mancano le varianti: Montanaro è più specifico del sud, con prevalenza nelle Puglie; Montani sembrerebbe avere due ceppi, uno in Lombardia ed uno tra Umbria e Lazio; Montanini è emiliano mentre Monte ha piccoli ceppi in tutta Italia. Monticelli si trova un po' ovunque e non si individuano ceppi particolari. Montanelli e Montigiani sono tipici della Toscana mentre Montale prevale al centro-nord. Montesi è concentrato nelle Marche.
Barbieri deriva naturamente da soprannomi legati alla professione del barbiere. E così come Barbieri è presente in quasi tutt'Italia con maggiore concentrazione in Emilia Romagna, Barbiero ha un ceppo veneto, uno friulano, ma presenta ceppi anche in Campania, Molise e Calabria. Barberis è tipicamente ligure e piemontese, mentre Barbierato, dove la terminazione in -ato sta per figlio di Barbiero o figlio del barbiere, ha una particolare concentrazione nel Veneto. Si potrebbe continuare all’infinito. E magari scoprire, dopo essere stati orgogliosamente convinti per una vita di portare un cognome unico, di avere un omonimo, e magari anche lontano parente, nel profondo Sud o sulle montagne altoatesine.
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