«Fusione, servizi migliori e meno spese»
Il sindaco Marcello Moretti scrive ai cittadini dei Comuni di Sant’Ilario, Campegine e Gattatico
SANT’ILARIO. Si scaldano i motori in vista del referendum sulla fusione dei Comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario d’Enza. Le tre amministrazioni hanno approvato la proposta di fusione e ora bisogna attendere il via libera della Regione, atteso per i prossimi mesi: in viale Aldo Moro a Bologna verrà esaminata la proposta e in caso di parere positivo seguirà la consultazione popolare alla quale saranno chiamati a partecipare tutti i cittadini.
Alcune cose dovranno essere ridefinite, ma ce ne sono altre che non cambiano. I tre municipi rimarranno aperti, ad esempio, potenziando le attività di sportello al cittadino. I municipi, poi, saranno dotati di consigli locali eletti dai cittadini per mantenere un rapporto diretto con i territori. Tutti i documenti in possesso dei cittadini restano validi fino alla loro scadenza. Non bisogna modificare alcun indirizzo: rimangono validi i codici di avviamento postale attuali.
Gli uffici di enti quali poste, Ausl, carabinieri non subiranno cambiamenti.
Questo e altro c’è scritto nella lettera inviata ai cittadini dal sindaco di Sant’Ilario Marcello Moretti, il quale sottolinea come il referendum si terrà nel 2016 e aggiunge che, con la fusione dei tre Comuni, «prevediamo di risparmiare da subito circa 300mila euro l’anno, con la riduzione di alcune spese, e riceveremo un contributo di circa 11 milioni 500mila euro ripartito nei prossimi quindici anni, che ci consentirà di mantenere e ampliare i servizi, soprattutto nelle frazioni. Abbiamo scelto di fare questo passaggio con grande senso di responsabilità, nel rispetto dell’identità dei nostri territori – prosegue il primo cittadino – Un’identità sinonimo di amministrazioni efficienti, in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini realizzando opere e servizi. Oggi le grandi sfide – inquinamento, salvaguardia idrogeologica, sicurezza, mobilità – vanno affrontate su una scala che supera i confini geografici tradizionali. Serve un Comune forte e di dimensioni adeguate, con più risorse per i cittadini e le imprese, capace di ridurre al minimo i tempi e i costi della burocrazia. Con la fusione ci saranno più risorse e meno vincoli. Semplificare la struttura amministrativa è un modo non solo per risparmiare e creare efficienza, ma per avere un’autonomia reale». (s.a.)
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