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«Mobilitati per evitare il disastro»

«Mobilitati per evitare il disastro»

Bonacini (Pd Cultura): «Con Bolondi, ma serve aiuto di tutti. Il modello è Bianello»

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CANOSSA. «Il Pd reggiano è insieme al sindaco Bolondi alla ricerca di una soluzione che possa non solo “salvare” Canossa, ma che possa valorizzare il castello e il patrimonio culturale di cui è e dovrà essere sempre di più, testimonianza attiva».

Così fa sapere con una nota a mezzo stampa Andrea Bonacini, responsabile Cultura Pd di Reggio Emilia, che vuole tranquillizzare in merito alla posizione del partito sul rischio di chiusura del castello di Canossa: non se ne parla proprio è il succo del discorso. «Chiudere o ridurre Canossa ad un semplice ammasso di ruderi – precisa – significa porre in rovina non solo la parte migliore della nostra storia, ma compromettere in maniera consistente una fondamentale parte del nostro futuro».

Ma Matilde di Canossa è un patrimonio dell’Europa tutta, di cui ha contribuito a fondare la storia così lo sforzo per salvare il patrimonio storico architettonico che la rappresenta deve essere, per Bonacini, di tutti, a tutti i livelli. Sono tre gli aspetti che «devono essere connessi»: la messa in sicurezza, la gestione e la valorizzazione: «Non possiamo porci il mero problema della conservazione, in maniera disgiunta dalla gestione futura e dalle prospettive sociali, culturali e turistiche che la connettono al resto dell’Europa», precisa.

Insomma, dice il responsabile Cultura del Pd, «bisogna avere lo sguardo lungo, avere una visione strategica del ruolo delle istituzioni culturali all’interno delle comunità nelle quali si inseriscono». E a modello porta la gestione del Castello di Bianello: «Un esempio concreto e di successo», dice Bonacini.

No, dunque, «ai rimedi semplicistici» e tampone, come quelli legati alla mera messa in sicurezza. Ma una strategia che pensi in grande e in prospettiva futura. «Il futuro sta nell’ibridazione, nella capacità di dialogare e di costruzione di processi innovativi che sappiano coinvolgere anche altre aree economiche: solo così la cultura potrà essere anche un motore di sviluppo». Poi la stoccata a chi in questi giorni «si è espresso, spesso in maniera strumentale».

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