«Sul Castello di Canossa il ministro è con noi, c’è speranza»
Il sindaco del paese: «Ha telefonato per garantirmi il suo appoggio e ha già mandato dei tecnici per un sopralluogo al castello»
CANOSSA. Canossa chiama e Franceschini risponde, si potrebbe dire. Anche se, a onor del vero, è stato il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ad alzare la cornetta e telefonare al sindaco Luca Bolondi. «È stata una sorpresa graditissima – conferma il primo cittadino di Canossa – perché questa telefonata dimostra l’interesse del ministero per il nostro castello». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12803854:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/01/19/fotogalleria/castello-di-canossa-un-patrimonio-culturale-a-rischio-chiusura-1.12803854]]
È passato solo qualche giorno, infatti, da quando le sorti del maniero di Matilde – quel luogo sacro in cui è nato lo Stato laico – sono salite alla ribalta della cronaca locale e nazionale, ma il ministro non ha voluto perdere tempo. «Ha garantito, senza se e senza ma, il suo appoggio – racconta Bolondi – e mi ha detto senza mezzi termini che il nostro obiettivo deve essere quello di aumentare esponenzialmente il flusso di turisti già esistente». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12822325:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12822325:1649478322/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Niente interventi-tampone, insomma, ma un piano condiv iso da tutti i soggetti in campo che possa garantire un futuro roseo al castello di Canossa. «Sapere che il ministro Franceschini non solo è preoccupato per questo nostro patrimonio ma condivide la mia posizione – ammette il sindaco Bolondi – mi rincuora parecchio. Sono molto contento che, finalmente, l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sia puntata sul nostro castello, infatti, ma non vorrei fosse soltanto un fuoco di paglia. Quello che desidero – sottolinea il sindaco – è che, non potendo più la Provincia gestire il castello, si trovino delle soluzioni strutturali e funzionali che possano non soltanto risolvere il problema del passaggio ma anche rilanciare e incentivare il turismo».
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E, per farlo, non si può pensare esclusivamente a chi si occuperà delle visite e della biglietteria. «Bisogna considerare la rete di ricezione che potrebbe svilupparsi attorno al castello – spiega Bolondi – e cioè ristoranti, bed&breakfast e tutto quello che può servire per accogliere i visitatori, italiani e non. Il turismo – precisa – deve diventare il petrolio della nostra economia: Canossa dovrebbe poter vivere solo di quello».
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Questa speranza non è mai stata così solida. Anche perché, dopo la telefonata, il ministro ha inviato a Canossa dei tecnici per un sopralluogo. «Sono venuti ieri mattina – conferma Bolondi – e hanno voluto controllare lo stato delle strade, del parcheggio e, soprattutto, delle frane che mettono in pericolo la rupe. Dopo queste dimostrazioni non posso proprio dire che i piccoli Comuni sono abbandonati a se stessi – afferma sorridendo –. E poi noi abbiamo sempre potuto contare sul presidente della Provincia, Giammaria Manghi, e i consiglieri regionali, come Antonella Incerti, che hanno preso a cuore la faccenda e si sono mobilitati fin dall’inizio. Adesso – conclude – aspettiamo l’incontro con il Polo museale di Bologna, in programma per il 28 gennaio: spero che con l’appoggio del ministro Franceschini si possano trovare delle soluzioni adeguate e definitive».
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