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Unione, Coffrini è un “fantasma”

Unione, Coffrini è un “fantasma”

Zero atti in venti mesi sui temi di cui è assessore: ma non può essere rimosso

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BRESCELLO. Qual è il ruolo del sindaco di Brescello Marcello Coffrini – al centro di un’interpellanza delle opposizioni, che chiedono al presidente Giammaria Manghi di sfiduciare il collega sindaco e togliergli le deleghe da assessore a Territorio e Sviluppo economico – all’interno dell’Unione dei Comuni Bassa Reggiana?

Va innanzitutto specificato che questo ente di secondo grado è composto dai Comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo, e che il consiglio è formato da 26 consiglieri: dieci di maggioranza (uno per ciascun Comune, eccezion fatta per Guastalla e Novellara che ne presentano due, in quanto di dimensioni maggiori rispetto agli altri), otto di minoranza e gli otto sindaci.

Dalla sua costituzione a oggi, l’Unione Bassa Reggiana è arrivata a gestire in forma associata numerosi servizi, tra cui l’Ufficio appalti, l’Ufficio unico tributi, il Suap, il Corpo di polizia municipale, l’Ufficio unico del personale, il Servizio sociale integrato zonale, il nuovo Ufficio di piano, la Protezione civile e altri.

Gli otto sindaci, come prevede lo statuto della stessa Unione, vanno a formare la giunta, che adotta collegialmente gli atti a rilevanza esterna che non siano direttamente attribuiti alla competenza del consiglio e del presidente (in questo caso il sindaco di Poviglio Giammaria Manghi, il cui mandato è da poco scaduto e dovrebbe essere presto sostituito da un altro sindaco).

All’interno della giunta, proprio il presidente Manghi ha distribuito le deleghe, in modo da rendere il lavoro il più collegiale possibile, e nello specifico, al sindaco di Brescello Marcello Coffrini vennero assegnate le deleghe a Territorio e allo Sviluppo economico.

Consultando i documenti emerge che su queste tematiche specifiche, da giugno 2014 (data nella quale venne composto il nuovo consiglio dell’Unione, dopo le elezioni in sette Comuni su otto) l'Unione non ha emesso nessun tipo di atto, a differenza di tanti altri ambiti come ad esempio l'ambiente, le politiche scolastiche e il welfare.

Il che significa che l'impatto diretto di Coffrini in questa Unione, di fatto, non è stato significativo: ha preso parte ad alcuni consigli e ad alcune riunioni di giunta, anche se diverse volte è stato sostituito dalla sua vice Isabella Mazza (come prevede il regolamento) – che ora si è dimessa da vice sindaco – a causa del fitto calendario di impegni a cui è chiamato dalla sua professione di avvocato. A fronte di ciò che sta accadendo a Brescello, Coffrini potrebbe dunque essere rimosso dalla sua carica in Unione?

Al massimo, i sindaci potrebbero esprimere la loro “sfiducia politica”.

Un’azione che non avrebbe alcun valore amministrativo in quanto il collega, fino a quando rimane in carica a Brescello, ha pieno diritto di ricoprire l’incarico di consigliere dell’Unione.

Qualora dovesse invece decadere in paese, allora in automatico verrebbe meno anche il suo ruolo nell’Unione.

Diversa, ad esempio, la posizione dell’ex consigliere Fabrizio Venerini, espressione della maggioranza brescellese nel consiglio dell’Unione. Dopo essersi dimesso da Brescello, il capogruppo è automaticamente decaduto anche dall’Unione.

Toccherà ora al consiglio comunale brescellese, se non ci saranno colpi di scena, nominare il proprio rappresentante nel consiglio unionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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