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Vandali al parco Panchine rovesciate e scritte sui muri

Vandali al parco Panchine rovesciate e scritte sui muri

CADELBOSCO SOPRA. Sorpresa ieri per i frequentatori del parco – diverse le mamme con i bimbi in carrozzina – che si trova alle spalle del Bocciodromo e degli impianti sportivi di via Galilei, a pochi...

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CADELBOSCO SOPRA. Sorpresa ieri per i frequentatori del parco – diverse le mamme con i bimbi in carrozzina – che si trova alle spalle del Bocciodromo e degli impianti sportivi di via Galilei, a pochi passi dalla stazione locale dei carabinieri.

Nella zona dei giochi per i bambini si sono trovati davanti panchine rovesciate e pure una bicicletta che, a tutta prima, sembrava addirittura fosse stata scaraventata all’interno dalla recinzione. Non solo, poco più in là, alle casette, residuo di un vecchio intervento di costruzione di una struttura a forma di caravella, l’ampio muro in semicerchio che si affaccia sul prato è apparsa la scritta fatta con lo spray nero “La felicità ha la forma del tuo sorriso” accanto ad altri disegni colorati.

Il blitz dei vandali deve essere avvenuto nottetempo, perché nessuno ha segnalato qualcosa. Alcune foto sono subito comparse su Facebook nel gruppo “Noi di Cadelbosco”: “Complimenti fate schifo!” , si è lasciata andare Rakele Battista, postandole. Immagini arrivate all’attenzione del sindaco Tania Tellini, che pure ieri non era a Cadelbosco.

«Purtroppo la zona è stata segnalata sia alla polizia municipale sia ai carabinieri, ma non si può presidiarla 24 ore. E non è la prima volta che succede. Tempo fa siamo stati costretti a chiudere le casette, diventate luogo di bivacco. Siamo stati tranquilli per un po’. Ma poi gli ultimi gestori del bar del bocciodromo hanno dovuto chiudere l’attività così è venuto meno il presidio sociale». Un deterrente a fatti analoghi potrebbe essere l’estensione delle telecamere di videosorveglianza nell'area che il Comune realizzerà entro l’anno. «Ma – dice il sindaco – il tema vero è quello della mancanza della cultura del bene comune. Per questo è necessario lavorare molto con le famiglie e sull’educazione dei giovani al loro interno». (m.f.)

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