Confcooperative, Alai lascia dopo 20 anni: si apre la caccia al successore
Il 20 febbraio si vota il nuovo consiglio e il neo presidente. Saggi al lavoro per la successione: Caramaschi verso la vetta, insidiato da Ponzi
REGGIO EMILIA. La fiducia tributata negli anni dagli associati e la mancanza nello statuto di un limite ai mandati, ha portato Giuseppe Alai ad essere il presidente di Confcooperative Reggio Emilia per 20 lunghi anni. Un’era passata al vertice dell’associazione delle coop bianche, che dal 1996 a oggi - anno del suo insediamento sullo scranno più alto - ha cambiato pelle, adattandosi agli alti e ai bassi dell’economia e della cooperazione reggiana, dominata da Legacoop ma dove Unioncoop è buona seconda, con una forte leadership nelle coop sociali e nell’agroalimentare.
Proprio da uno di questi due settori potrebbe venire il successore di Alai. Tra i nomi in lizza ci sarebbe quello di Mauro Ponzi, esponente di lungo corso di Unioncoop, presidente di Cooperjob spa, 3C Salute e del Consorzio Mestieri, alfiere della legalità. L’altro più papabile è Matteo Caramaschi, già in consiglio di presidenza da almeno 4 anni, giovane presidente degli agroalimentari, categoria dentro la quale rientrano anche i cooperatori della filiera del Parmigiano Reggiano, roccaforte bianca il cui consorzio è presieduto proprio da Alai. A proporre il nome sarà la commissione già formata dai saggi.
Oltre che in Confcooperative, Consorzio del Parmigiano e Banco Emiliano, il 59enne Alai ricopre la massima carica anche in molte altre società collegate a questi tre mondi: vista la statistica può essere considerato uno dei “re” nella classifica delle poltrone.
È presidente della Bit Servizi (società per l’investimento sul territorio con sede a Parma e partecipata da 20 Bcc), di Esseci Sviluppo Cooperativo, di Assiteam (assicurazioni cooperative), di Unioncoop Servizi e di Bcc Energia. Senza scordare I4S srl, la società collegata al marketing del Parmigiano Reggiano, che sotto il profilo economico rappresenta un neo per la gestione Alai, avendo segnato una nuova perdita di 5 milioni di euro nel 2014, con una perdita di 1,4 milioni per il Consorzio del Parmigiano.
L’eredità che deriva da Alai è quindi molto rilevante, facendo parte dall’anno scorso anche dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, tavolo comune con gli ormai ex concorrenti di Legacoop e Agci. Tra un mese, esattamente il 20 febbraio prossimo, Alai scenderà dalla poltrona per lasciarla ad un successore che in quell’occasione sarà scelto tramite elezione diretta da parte dell’assemblea dei soci, che rappresentano le 360 cooperative associate a Unioncoop.
L’ulteriore novità sarà la composizione del nuovo consiglio provinciale di Confcooperative, che passerà da 60 a 40 membri per snellire l’organizzazione. Questi verranno pescati da una lista di nomi scelti durante le assemblee di categoria che stanno avvenendo in questi giorni per capire dove tira il vento.
Da questo primo verdetto deriverà poi la formazione del consiglio di presidenza, formato dal neo presidente, dai suoi vice, dai presidenti di categoria oltre a un trittico di esponenti delle coop più rappresentative. Tra queste ci sono, ad esempio, Cir food e Cantine Riunite (dove è presente anche Legacoop), realtà del settore agroalimentare.
C’è poi la categoria lavoro, servizi e logistica, che comprende anche le costruzioni: uno spaccato ad alta densità di occupazione e imprese iscritte come la Cattolica Costruzioni. Poi c’è il settore solidarietà sociale con i big come L’Ovile, Oscar Romero, La Collina. Infine c’è il settore cultura, turismo e sport, con più di 50 coop.
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