Rossoli: «Così ho combattuto i ladri di sabbia del Po»
L’ispettore va in pensione prima che il Corpo forestale venga assorbito dall’Arma; tra le sue indagini più importanti, quella contro le escavazioni illegali
REGGIO EMILIA. E' uno degli ultimi ad andare in pensione da forestale. A breve infatti il Corpo confluirà nei carabinieri e una parte nei vigili del fuoco e nella polizia, come previsto da un decreto legislativo appena approvato dal Consiglio dei Ministri.
Un cambiamento che l’ispettore Claudio Rossoli, ambientalista in divisa al comando della stazione di Reggio, non ha affatto digerito, come ci racconta nel suo ufficio, uno spazio costellato di foto naturalistiche e immagini di grandi uomini come Falcone e Borsellino. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12831737:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12831737:1649475894/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Spazzano via come neve, una storia, una cultura, un baluardo in difesa della natura e un Corpo che ha combattuto con energia, coraggio e professionalità le ecomafie. Non comprendo le motivazioni che hanno portato a questa scelta. Sono fermamente convinto che il Corpo Forestale, dava e dà fastidio». Nonostante questo finale amaro, Rossoli si appresta a lasciare il suo posto con serenità e gratitudine.
«La serenità di chi ha fatto il massimo nel suo lavoro e la gratitudine di chi ha ricevuto molto dai colleghi e dal Corpo in generale». Il 10 marzo il comandante compirà 60 anni e il giorno dopo saluterà tutti. «Continuerò a impegnarmi nel volontariato, in un'associazione ambientalista, e ad aiutare i giovani dietro le quinte, perché il mio ruolo in prima linea è concluso».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12831732:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12831732:1649475894/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
In 37 anni di lavoro l'ispettore ha conquistato la stima delle associazioni ambientaliste, di tanti amministratori e dei magistrati con i quali ha collaborato nelle inchieste sui reati ambientali. «Ma soprattutto ho creato un rapporto di fiducia con i cittadini che hanno iniziato a segnalarci irregolarità e casi di inquinamento».
La dedizione e l’onesta con la quale ha svolto il suo incarico, al servizio della collettività, gli sono valsi la consegna del Primo Tricolore da parte del Comune di Reggio, nel 2009, e la nomina a cavaliere della Repubblica nel 2012.
In decenni d'attività Rossoli si è battuto con inflessibilità per la difesa dell'ambiente, a partire dal fenomeno delle discariche abusive e del traffico dei rifiuti: non si contano i sequestri e le richieste inviate a privati e Comuni affinché fossero bonificate piccole e grandi aree. Uno dei fiori all’occhiello della sua carriera è senza dubbio l'indagine sulle escavazioni abusive nel Po, coordinata dal pm Luciano Padula, che ha portato alla condanna in via definitiva di quattro persone che aveva sorpreso di notte a Boretto nel 2003 a bordo di una motonave. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12831733:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12831733:1649475894/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Tanto impegno gli ha portato anche qualche nemico ed è noto che qualcuno tentò, senza successo, di farlo trasferire. A seguito di quelle pressioni iniziò a fare anche il sindacalista, da ultimo nella Fp Cgil.
Nel momento in cui è naturale fare un bilancio della propria vita lavorativa, c'è un aspetto che gratifica particolarmente Rossoli. «Ho indagato molte persone, effettuato molti sequestri e comminato sanzioni. Ma in tutte queste occasioni ho sempre cercato di spiegare alle persone perché stavamo agendo in un certo modo. E con il tempo molti, che magari in un primo momento mi avevano attaccato, hanno apprezzato questo atteggiamento e me lo hanno riconosciuto».
Orfano di padre da quando era un bambino piccolo, in una famiglia di sette fratelli, e con un'esperienza lavorativa iniziata a 13 anni come cameriere negli alberghi, l'ispettore ha affrontato fin da giovane difficoltà e sacrifici. Esperienze che gli hanno insegnato il senso del dovere. «E poi c’è mia moglie Maurizia e mio figlio Mattia che mi hanno sempre sostenuto e capito quando dovevo assentarmi per motivi di lavoro. A loro devo tutto».
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