Difende un coetaneo: 17enne malmenato e rapinato
Reggio Emilia, è successo alla fermata dell’autobus all’ex caserma Zucchi dopo la scuola. La polizia sulle tracce della baby gang
REGGIO EMILIA. Ha visto un gruppo di giovani aggredire un coetaneo, buttarlo a terra e picchiarlo. Così, è intervenuto per difenderlo. Ma il risultato che è stato aggredito a sua volta. Un pestaggio in piena regola culminato nella rapina della catenina che aveva al collo e del portafoglio.
E’ l’inquietante episodio registrato venerdì verso le 14 nel piazzale dell’ex caserma Zucchi. Il sospetto degli investigatori è che probabilmente anche il primo ragazzino aggredito è stato rapinato. La polizia, comunque, sarebbe già sulle tracce dei responsabili.
Secondo la ricostruzione dell’accaduto, un 17enne di origine albanese ha visto un gruppo di giovanissimi - di origine magrebina - avventarsi su di un ragazzino. Non è rimasto impassabile di fronte a quella scena: vedendo il giovane in difficoltà, è intervenuto per aiutarlo.
La risposta della baby gang però è stata violenta. I tre hanno iniziato ad avventarsi su di lui. Calci e pugni l’hanno fatto finire a terra. E prima di andarsene la banda ha strappato la catenina d’oro che aveva al collo e si è presa anche il portafogli.
E’ stato un autista di un autobus di Seta a intervenire in soccorso dello studente e a chiedere aiuto alla polizia. Il giovane è stato portato in ospedale dove è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni.
Ora, l’attenzione degli investigatori della Squadra mobile che hanno preso a cuore il caso è rivolta al registrato delle immagini di video sorveglianza, presenti nell’intera area. Il passaggio della gang è stato sicuramente ripreso dalle telecamere e grazie alle immagini, e ad altre testimonianze, sono ottimiste circa il fatto di riuscire a identificare presto la banda.
Ma il lavoro della polizia potrebbe essere molto facilitato se qualcuno che ha assistito alla scena potesse contribuire alle indagini, testimoniando rispetto all’accaduto. Se anche il primo giovane è stato aggredito per essere rapinato, non si può escludere che ci possano essere altri studenti rimasti vittima della banda.
L’episodio richiama alla mente le incursioni che all’inizio del 2015 infestavano soprattutto la zona della stazione e la fermata degli autobus, all’ora in cui centinaia di giovanissimi studenti si apprestavano a salire sui mezzi per fare rientro a casa.
Erano stati i carabinieri e la polizia ad arrestare i componenti, tutti minorenni, della banda che sotto minaccia riusciva a rapinare gli studenti di telefonini e capi di abbigliamento di marca. Le aggresioni erano state riprese dalle immagini di video sorveglianza della zona. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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